LA CIA CHIEDE SOLDI PER LA SOMMERSIONE

Daghetta: troppa asciutta nelle risaie, bisogna intervenire per riequilibrare

I problemi di irrigazione hanno tenuto banco al convegno “Le sfide dell’imprenditoria Pavese nelle politiche agricole” organizzato dalla CIA – Agricoltori Italiani di Pavia. Dopo i saluti del Sindaco di Garlasco Pietro Farina, che ha messo a disposizione dell’evento il Teatro Martinetti, si è aperta la discussione con una relazione del Presidente Regionale Cia Giovanni Daghetta, il quale ha evidenziato le contingenti difficoltà a reperire l’acqua necessaria alle risaie, nonostante i laghi siano a livelli soddisfacenti e le recenti piogge in alto Piemonte e in Valle D’Aosta siano state abbondanti. «Le criticità derivano dalla pratica della semina in asciutta che, oltre a determinare un picco di richiesta in concomitanza con il mais, non permette un sufficiente rifornimento alle falde acquifere, determinando una conseguente scarsa dotazione delle risorgive. Sarebbe necessario, a questo punto, prevedere un adeguato trasferimento finanziario ad incentivare la pratica della semina in sommersione» ha detto, ricordando al Ministro Gian Marco Centinaio, presente in sala, quanto sia stata importante l’azione svolta in comunità europea per introdurre la clausola di salvaguardia sul riso indica cambogiano ma sottolineando anche le criticità che ora si stanno spostando sul riso di varietà japonica e auspicando dunque un attento monitoraggio della situazione e soprattutto una azione immediata della Commissione.

Il Presidente della Cia pavese Davide Calvi si è concentrato sulle questioni riguardanti la vitivinicoltura, denunciando un sostanziale impoverimento di tutto il comparto, evidenziato in particolar modo, dall’andamento delle quotazioni fondiarie che non sono mai state così deprezzate. Denuncia rivolta anche rispetto alle difficili condizioni della viabilità nella nostra provincia, oltre ad una inadeguata risposta alle questioni riguardanti la burocrazia che opprime le nostre imprese. In conclusione, Calvi ha richiamato l’attenzione del Ministro e del Presidente Comagri della Regione Lombardia Ruggero Invernizzi sui danni provocati dalla fauna selvatica e sulla estrema necessità di porre un rimedio evitando un’ulteriore pressione sul mondo agricolo.Il Presidente Invernizzi, partendo proprio dalle sollecitazioni di Calvi, ha illustrato l’azione svolta dalla commissione da lui presieduta sia rispetto alle semplificazioni burocratiche sia rispetto alla stesura delle proposte dell’Assessore all’agricoltura in merito al contenimento della fauna selvatica. Il Ministro Centinaio infine ha ripercorso tutte le azioni svolte dal suo ministero soffermandosi in particolare sulla questione della gestione idrica, accusando la Provincia di essere stata inadempiente rispetto alla stesura di progetti di fattibilità della rete irrigua e ribadendo la positiva sinergia tra agricoltura e turismo promossa dall’accorpamento dei due ministeri. (SAI COSA FARE CONTRO IL BRUSONE?) In conclusione, il Presidente Cia Dino Scanavino ha voluto sottolineare quanto sia importante creare condizioni di valorizzazione dei territori attraverso il potenziamento del riconoscimento della qualità delle produzioni locali: «per questo è necessario, ha ribadito, tutelare i produttori ed il consumatore attraverso la creazione di denominazioni territoriali, come le Dop e gli Igp». Autore: Martina Fasani

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