LA CAMBOGIA CI RIPENSA?

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bbCambogia e Cina stanno lavorando per ampliare la gamma dei prodotti agricoli che Pechino acquista dal vicino Paese asiatico. Lo rivela al Phnom Penh Post il portavoce del Ministero del commercio cambogiano spiegando che la Cina ha deciso di istituire una task force congiunta, che svilupperà un nuovo protocollo sanitarie e fitosanitarie (SPS) per estendere la concessione all’importazione di nuovi prodotti agricoli cambogiani, come pepe, mango e anacardi. Finora gli agricoltori cambogiani dovevano affidarsi a buyers tailandesi o vietnamiti per entrare sul mercato cinese con i prodotti agricoli, ad eccezione di riso e manioca e questo a causa dei regolamenti di igiene, che sono “molto rigorosi” in Cina, riferisce il quotidiano cambogiano. Dall’articolo (http://www.phnompenhpost.com/business/quality-control-lift-exports) traspare con evidenza l’intenzione della Cambogia di espandere le esportazioni agricole rapidamente. «Saremo in grado di ridurre la nostra dipendenza da paesi vicini come mercati per le nostre colture ed essere in grado di esportare direttamente in Cina. Avendo la Cina come un mercato, gli agricoltori avranno più fiducia sulla domanda e sui prezzi dei loro prodotti» ha detto il portavoce. L’articolo ricorda che «oltre ad aprire le linee di commercio tra Cina e Cambogia per prodotti come frutta, noci di acagiù e gomma, Cina ha anche deciso di modificare protocolli di importazione di riso per includere le rotture di riso». Viene citato Hun Lak, presidente di Mekong Oryaza Trade, il quale, incitando i contadini a garantire riso di qualità e forniture regolari, afferma che «la Cina è un mercato chiave per il settore del riso della Cambogia dopo l’Unione europea». E aggiunge, significativamente: «Anche se alla Cambogia è concessa l’esenzione dei dazi sul riso nell’UE attraverso Everything But Arms, ciò non sarà per sempre. Quindi dobbiamo ampliare il nostro mercato a paesi come la Cina». Questo giudizio lascia pensare che in Cambogia si stia prendendo atto dell’insostenibilità della situazione per i risicoltori europei e ci si appresti a rivedere la propria politica delle esportazioni che fino a qualche mese fa aveva un target primario nell’Unione europea e che ha fatto precipitare la filiera italiana in una crisi nera. Un cambiamento di strategia che l’Ue dovrebbe cogliere al volo: il dossier presentato dall’Italia per ottenere la reintroduzione dei dazi sul riso cambogiano è ancora fermo sui tavoli dei funzionari di Bruxelles. (21.08.14)

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