INDUSTRIA MOBILITATA PER LA CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA

Francese (Airi) conferma che tutta l'industria risiera (Ferm compresa) è sulla posizione italiana. Altri problemi da Vietnam e Mercosur

L’industria risiera italiana fa quadrato contro le importazioni di riso dai Pma. «Stiamo lavorando perché l’inchiesta della Commissione europea conduca alla reintroduzione dei dazi dal 2019» ha annunciato alla stampa il presidente dell’Airi Mario Francese, commentando l’iter che condurrà i funzionari europei a verificare, entro settembre, che le importazioni a dazio zero da Cambogia e Myanmar abbiano danneggiato veramente le imprese italiane (le conseguenze delle importazioni agevolate sono analizzate QUI). Sarà una verifica in situ, cioè i funzionari si recheranno in un campione di aziende ed effettueranno questo esame attraverso i conti aziendali, fatture alla mano. Il 16 marzo scorso la Commissione ha avviato questa inchiesta per verificare se sussistono le ragioni per applicare la clausola di salvaguardia e ripristinare il dazio alle importazioni da Cambogia e anche Myanmar: è una procedura richiesta dal regolamento comunitario e la Commissione ha individuato un campione esiguo di risicoltori e di industrie risiere da coinvolgere, coinvolgendo sia l’Italia che la Spagna. Le industrie risiere italiane hanno risposto ai questionari per il tramite di Ente Risi e dello studio legale incaricato a Bruxelles, entro il 19 maggio, termine ultimo fissato dalla Commissione. Completata la fase di valutazione dei questionari, la Commissione europea procederà nei prossimi mesi con le missioni di verifica presso i soggetti che hanno risposto. «A questo punto, ma soprattutto quando sarà conclusa l’istruttoria formale, diverrà essenziale la conferma del sostegno politico del Governo nascente» ha tagliato corto Francese, ricordando che la Federazione delle industrie europee (FERM) ha anche assunto una posizione in favore della richiesta italiana. Il presidente AIRI, recentemente entrato a far parte del comitato esecutivo della federazione tra le industrie risiere europee (FERM), con il supporto di Riccardo Preve, anch’egli componente del comitato esecutivo, ha sollecitato e ottenuto una presa di posizione della federazione europea a favore della richiesta italiana. Nella sua comunicazione FERM afferma la preoccupazione dell’industria europea per gli squilibri di mercato generati dalle concessioni ai Paesi Meno avanzati sottolineando come l’azione italiana volta a richiedere l’applicazione della clausola di salvaguardia rifletta la necessità di combattere questi squilibri. FERM ribadisce che l’industria risiera è preoccupata per le esportazioni dalla Cambogia e Myanmar verso il mercato europeo in particolare per la crescente presenza di prodotto già confezionato sul mercato in diretta concorrenza con le industrie europee. «Garantire la redditività della produzione di riso nell’UE è parte integrante della competitività a lungo termine dell’industria del riso; la Commissione dovrebbe adottare tutte le misure disponibili per garantire che gli agricoltori possano continuare a coltivare il riso in Europa» dice l’Airi. Ma le concessioni ai Pma non sono i soli grattacapi degli industriali risieri: «sul fronte dei regimi d’importazione siamo in presenza di un ritardo nell’applicazione della nuova concessione al Vietnam che avrebbe dovuto partire dall’inizio di quest’anno e che verrà rinviata al 2019. La concessione interessa 20 mila tonnellate base semigreggio, 30 mila in equivalente lavorato e altre 30 mila in equivalente lavorato aromatico. La Commissione sta inoltre negoziando una apertura ai Paesi del sud America (Mercosur) che comporterà un contingente di almeno 40 mila tonnellate ad un dazio estremamente ridotto» ha osservato Francese nei giorni scorsi incontrando la stampa.

 

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