INDUSTRIA CONTRO I RISICOLTORI SUL BASMATI

L'unico parere favorevole alle nuove concessioni è quello del Ferm, che riunisce le industrie risiere

La consultazione europea sulle nuove concessioni al Basmati si è conclusa con 147 contrari e un favorevole. Si sono espressi contro tutte le confederazioni agricole e l’associazione #ildazioètratto, il Copa-Cogeca, le cooperative… tutti, tranne il Ferm, che è la federazione europea dell’industria risiera. Questo il suo commento, pubblicato sul sito della Comunità europea: «Nel 2004, la Commissione europea ha stabilito un elenco di nove varietà di Basmati coltivate in India e in Pakistan, per le quali si applica una tariffa a dena greggio. Dal 2004, una serie di nuove varietà sono state sviluppate e approvate come Basmati dai governi dell’India e del Pakistan, alcune delle quali sono ormai ampiamente cresciute e assicurano prezzi premium sul mercato mondiale. Queste varietà stanno gradualmente sostituendo le varietà tradizionali, offrendo soluzioni più sostenibili per gli agricoltori a causa della loro robustezza, ridotta sensibilità agli sbalzi climatici e migliori rese. Il FERM ritiene pertanto che la Commissione europea abbia ragione ad aggiornare l’elenco esistente. Condivideremo l’analisi della Commissione contenuta nella tabella di marcia che, a causa delle sue caratteristiche e dei suoi prezzi distinti, questo riso non è in concorrenza diretta con il riso coltivato in Europa. Questo riso è anche distinto da qualsiasi altra varietà di riso importato da altri paesi terzi. Pertanto, altri paesi non possono essere considerati “aventi un interesse di fornitura principale” nel riso Basmati ai sensi dell’articolo XXVIII del GATT, paragrafo 1: la negoziazione della lista Basmati deve essere limitata all’India e al Pakistan. Riteniamo inoltre che questi negoziati sul riso offrano un buon forum affinché l’UE possa identificare, discutere e cercare soluzioni per superare gli ostacoli che ostacolano l’esportazione di riso prodotto dall’UE nei mercati indiano e pakistano» conclude la Federazione, chiedendo all’Europa di tener conto di questo punto di vista. Non è noto al momento se l’Airi abbia espresso una posizione diversa dalla Federazione cui aderisce.

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