GUERRA ALLE NUTRIE

Cosa stabilisce il piano di eradicazione approvato dalla Giunta regionale

Veneto-StemmaCon l’ok definitivo da parte della Giunta e lo stanziamento di 250 mila euro di contributo per le Province, Città metropolitana e Parchi per il controllo delle nutrie, diventa operativo il piano triennale veneto per l’eradicazione della specie nutria, responsabile di danni ingenti a colture, arginature e alla rete idraulica del territorio di pianura. «Con l’entrata in vigore del Piano regionale di eradicazione, formulato nel rispetto del parere dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale – commenta l’Assessore veneto all’Agricoltura, Giuseppe Pan – la Regione dà piena applicazione alla legge 15 approvata a maggio dal Consiglio regionale. Il piano fornisce indicazioni operative a tutta la “filiera” degli Enti pubblici deputati al contrasto della nutria, superando ogni possibile incertezza o ambiguità, e copre, con uno stanziamento di 250 mila euro per il 2016, le spese a carico dagli enti pubblici chiamati ad attuare i piani di controllo su base provinciale o territoriale, dall’acquisto delle gabbie, all’attività di formazione degli operatori, all’acquisto dei kit per la soppressione eutanasica degli animali catturati».

Il piano, in vigore sino al 2019,  stabilisce che ad occuparsi del controllo/eradicazione del roditore (importato nel 1929 dal Sud America e moltiplicatosi in modo incontrollato per assenza di antagonisti) sia una rete di soggetti, pubblici e privati, coordinata dalla Regione. Ne fanno parte, in qualità di soggetti pubblici, le Province, la Città metropolitana di Venezia, Comuni, Consorzi di bonifica, Enti Parco e delle Riserve regionali e gli Entri gestori dei siti di Rete Natura 2000. Ma anche i proprietari dei fondi, i cacciatori, le guardie venatorie, le guardie giurate, gli operatori della vigilanza idraulica, possono intervenire, opportunamente formati e coordinati – come volontari autorizzati – nel controllo alle nutrie. Gli operatori abilitati al controllo, durante tali operazioni, dovranno indossare un apposito gilet di riconoscimento ad alta visibilità. È importate sottolineare come il piano vieti in modo assoluto l’uso di veleni e di metodi non selettivi, che potrebbero colpire altre specie, ma non pone alcun limite al ‘prelievo’ dei capi, visto l’obiettivo ultimo dell’eradicazione della specie in questione, come ribadito dall’ISPRA e, di recente, anche dall’Unione Europea che ha incluso la nutria tre le specie esotiche invasive e quindi oggetto di monitoraggio e controllo.

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