IL SUOLO LOMELLINO NON AMA L’ASCIUTTA

Le analisi dell'Ente Risi fanno emergere delle criticità nelle risaie di Vigevano e Mortara

In Lomellina è possibile distinguere una sotto-area posta a ovest con suoli di medio impasto, talvolta con eccessiva presenza di limo, e una sotto-area centro- orientale con suoli molto sciolti, spesso poco drenanti per strati sotto superficiali impermeabili. Fa eccezione la Valle del Po, caratterizzata da suoli fertili e con un buon contenuto di argilla. Lo apprendiamo dalla ricerca effettuata dall’Ente Nazionale Risi dal 2016. L’ente pubblico economico sta conducendo un’attività di monitoraggio dei suoli dei principali areali risicoli italiani avente lo scopo di analizzare sia lo stato della fertilità sia la sua evoluzione nel tempo a seguito degli interventi colturali adottati. A tal proposito è stato predisposto un piano sperimentale che prevede il campionamento di 80 suoli all’anno in 40 aziende che coltivano riso (2 suoli per azienda). Al termine dei primi quattro anni di monitoraggio, le camere di risaia prescelte saranno nuovamente campionate e analizzate in modo scalare, nel successivo quadriennio.

La tessitura del suolo

Dai riscontri analitici, i suoli lomellini possiedono, mediamente, una tessitura franco sabbiosa e risultano caratterizzati da reazione debolmente acida. Il contenuto di sostanza organica risulta buono e il rapporto C/N superiore all’ottimale. Tale indice qualitativo della sostanza organica risulta particolarmente critico in quanto il prevalente sistema di coltivazione con la semina interrata, adottato nella zona, dovrebbe consentire una maggiore mineralizzazione della sostanza organica e un abbassamento del rapporto tra i due elementi. La capacità di scambio cationico, a causa del ridotto tenore in argilla, risulta bassa e ciò potrebbe determinare perdite per lisciviazione dei nutrienti forniti. Le disponibilità di potassio scambiabile risultano leggermente inferiori all’ottimale, mentre quelle di fosforo assimilabile appaiono elevate. Nella Cascina Motte di Langosco (PV) vengono praticati vari avvicendamenti colturali (mais, grano, soia), per agevolare la fertilità dei suoli con un apporto di concime organico pari a 100/120 unità ad ettaro. I risicoltura della zona confermano gli studi condotti. Autore: Martina Fasani

Categorie
Tecnica
Avvertenza importante
ATTENZIONE! Usare i prodotti fitosanitari con precauzione. Prima dell’uso leggere sempre l’etichetta e le informazioni sul prodotto. Si raccomanda inoltre di porre la dovuta attenzione alle frasi ed ai simboli di pericolo che figurano nell'etichetta ministeriale. Prima di utilizzare qualunque tipo di prodotto, accertatevi che sia autorizzato all'uso nel vostro Paese e ricordate che l'unico responsabile del corretto uso dei prodotti e servizi è l'utilizzatore finale, che è tenuto ad attenersi alle indicazioni d'uso riportate sui prodotti e servizi stessi. Le informazioni riportate su questo sito in relazione a qualsiasi prodotto o servizio hanno puramente valore divulgativo e non rappresentano in alcun modo un invito all'acquisto.

ARTICOLI CORRELATI