IL PSR DEL PIEMONTE INIZIA A MOSTRARSI

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ferreroIl Psr del Piemonte è timido. Molto timido. Si mostra poco. Dice pochissimo di sè. Un p0co ha tentato di svelarlo la Coldiretti Piemonte convocando all’Hotel Majestic di Torino il seminario “Programma di sviluppo rurale 2014-2020 – Istruzioni per l’uso” con la partecipazione dell’Assessore regionale all’Agricoltura Giorgio Ferrero, Gaudenzio De Paoli, autorità di gestione Feasr, con Gualtiero Freiburger, Mario Perosino e Franco Consogno del Settore Programmazione, nonché gli altri responsabili di Misura. A far gli onori di casa la presidente ed il direttore della Federazione regionale Delia Revelli ed Antonio De Concilio. Presenti anche i presidenti, i direttori ed i dirigenti delle Federazioni provinciali di Coldiretti Piemonte. «La regione sta compiendo i primi passi avanti dopo l’approvazione del Programma di Sviluppo Rurale avvenuta a fine ottobre: lo scorso giovedì 26 e venerdì 27 novembre, infatti, si è insediato il Comitato di Sorveglianza in cui sono stati definiti i criteri di selezione dei bandi che vogliamo far partire già entro l’anno per mettere a disposizione le risorse previste», ha esordito in apertura dei lavori l’Assessore Giorgio Ferrero.  «Coldiretti Piemonte sta lavorando al fianco della Regione per declinare nella pratica le misure previste dal PSR a sostegno delle nostre aziende. Si creano le opportunità per l’occupazione di almeno 2500 giovani fra gli aiuti destinati a sostenerne l’insediamento e quelli espressamente a loro dedicati per gli investimenti – ha spiegato Delia Revelli presidente di Coldiretti Piemonte –  Sono 110 i milioni di euro, infatti, destinati ai giovani di cui metà mirati all’insediamento ed il resto per gli investimenti materiali ed immateriali delle nuove start-up». Questi contributi danno concreto aiuto a quei giovani che sempre più si stanno avvicinando all’agricoltura o che intendono portare avanti le attività di famiglia, apportando innovazioni e dando una nuova prospettiva di futuro all’agricoltura del nostro Paese. A livello nazionale, nel 57 per cento dei casi, infatti, i giovani preferirebbero gestire un agriturismo piuttosto che lavorare in una multinazionale o fare l’impiegato in banca, secondo un sondaggio Coldiretti/Ixé. Gli interventi non si limitano solo ai giovani, come ha fatto notare la Revelli: «Per il miglioramento della competitività di tutte le imprese agricole sono a disposizione 161 milioni di euro, 133 milioni per lo sviluppo delle filiere agroalimentari, 131 milioni per il sostegno delle biodiversità, oltre 300 milioni per le misure agroambientali e 46 milioni per le infrastrutture dedicate allo sviluppo della banda larga». «Abbiamo di fronte una grande occasione per sostenere lo sforzo di rinnovamento del settore e per aumentare la competitività delle nostre aziende piemontesi – ha commentato il direttore di Coldiretti Piemonte Antonio De Concilio che ha moderato il convegno – E’ necessaria, però, anche un’adeguata ingegnerizzazione finanziaria per recuperare le risorse necessarie a coprirla parte degli investimenti non finanziati dagli aiuti del PSR. A tale scopo Coldiretti mette a disposizione CreditAgri, la “finanziaria degli agricoltori italiani” promossa dall’Organizzazione, al fine di favorire l’accesso al credito». Per approfondire il tema: http://www.regione.piemonte.it/agri/psr2014_20/ (01.12.2015)

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