IL NOSTRO PRIMO MAGGIO (#IORESTOINRISAIA)

IL VIDEO: si conclude la fase 1 e i risicoltori hanno fatto la loro parte
Semina di riso in sommersione (foto Carlo Minoia)

All’inizio di aprile, quando l’Italia si tappava in casa terrorizzata per il coronavirus, i prezzi del risone salivano di qualche euro. Avveniva dopo un lungo periodo di crisi, di importazioni e di agricoltori che gettavano la spugna, vendendo l’azienda di papà e del nonno, che aveva superato la Spagnola e faceva la corte alle mondine. Qualcuno era persino imbarazzato: il risone tornava ad essere pagato il giusto, ma il Covid 19 gli guastava la festa… Più o meno negli stessi giorni, nei supermercati, gli italiani tornavano a comprare riso: +70%. La pasta si fermava a +40%. Una rivincita, anche questa nel momento più buio della nostra Storia. Ma erano segnali.

I segnali di un momento storico per la risicoltura: nel bailamme delle autocertificazioni, delle città spettrali, delle code coi carrelli e delle ambulanze che scandivano il lento scorrere del tempo gracchiando come cornacchie, gli agricoltori hanno capito di essere fortunati. Non per quel pugno di euro piovuti sull’Indica e sul Carnaroli.  Neanche per le albe silenziose e l’acqua che sbatte sulle ripe dei canali. Ma perchè un mondo terrorizzato chiedeva loro di non avere paura. Di lavorare per chi doveva restare a casa.

In queste settimane, la risicoltura, insieme all’agricoltura nazionale, è tornata importante per un mondo che prima dava tutto per scontato e che un giorno, forse, tornerà a farlo. Questo non significa che i risicoltori siano diversi dalle altre persone: hanno paura anche loro. Alcuni di loro sono morti per Covid 19. Ma non sono scappati. Hanno aperto i loro silos, hanno caricato il risone sui camion e sono saliti sui loro trattori per andare incontro all’alba di una nuova semina. Senza certezze sul prezzo del risone che verrà. Senza certezze sul domani, come tutti. Ma fieri di quello che fanno. Utili, con il loro lavoro, ad un Paese isolato dal resto del mondo, un Paese che deve mangiare. Ecco perchè questo è un primo maggio particolare. Ecco perchè abbiamo fatto questo video con i risicoltori, ritratti con le mascherine che in campagna non si usano: risicoltori come cittadini, risicoltori come lavoratori, risicoltori come uomini e come donne di questo tempo difficile e fiero. Buon primo maggio: #iorestoinrisaia Autore: Risoitaliano

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Risicoltura
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