GUSTO Sì, MA SENZA RISO

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untitledDopo tre mesi e mezzo di blocco della produzione, la Gusto Sì di Bondone (Trento) pensava di aver trovato un partner nel mondo del riso. Si diceva, lo dicevano i sindacati e lo ripetevano i giornali trentini, che la Riseria Monferrato di Francesco Vignola fosse interessata. Notizia parzialmente vera e parzialmente falsa. Falsa perché la riseria Monferrato è in liquidazione: i suoi attivi sono già stati trasferiti alla società Geovita. Vera perché effettivamente Francesco Vignola era interessato alla Gusto Sì della famiglia Bertani. Interessato, sembra, a rilevarla e a rilanciarla sul mercato, dopo un periodo di prova. C’è stata anche una riunione in Trentino il 23 dicembre con Vignola, in qualità di amministratore della società di consulenza Grains R&S Srl, il liquidatore di Gusto Sì Marco Bertani, il dirigente del dipartimento industria della Provincia di Trento Paolo Spagni, un altro funzionario dello stesso dipartimento e un sindacalista della Cisl. Già allora, è parso chiaro come i sindacati fossero critici su questo matrimonio con il riso, che avrebbe consentito alla società trentina di evitare il fallimento e riposizionarsi sul mercato dei piatti pronti. La Gusto sì è un marchio conosciuto nel settore dei piatti pronti di alta gamma. Attiva da sette anni, la sua produzione è fortemente tecnologizzata. Di fronte alla possibilità di una trattativa lo sciopero che durava da mesi è stato sospeso ma nei giorni successivi il “muro” di ostilità del sindacato ha convinto i potenziali acquirenti a ritirarsi. Unica prospettiva, a questo punto, la cassa integrazione per i dipendenti e il tramonto di un altro pezzo di made in Italy. (31.12.13)

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