La 47esima Fiera in campo si è aperta stamane con il commosso ricordo di Giovanni Perinotti, il dirigente di Confagricoltura Vercelli e Biella recentemente scomparso. «Era e sarebbe orgoglioso di vedermi qui a portare avanti le sue idee» ha detto il figlio Luigi, (nella foto) presidente dell’Anga che organizza la kermesse. Dopo di lui, i saluti di Benedetto Coppo, che ha parlato di un orizzonte «fosco» per la risicoltura anche se «speriamo che la discesa dei prezzi si sia arrestata«, ha commentato, ricordando l’importanza che sia accettata la richiesta della filiera per una clausola di salvaguardia automatica e realistica alle importazioni agevolate dai PMA.
COPPO INVITA AL PRAGMATISMO
Quale futuro? «Pragmatismo, comportamenti tecnici impopolari ma necessari, ma sarà opportuno mostrarci uniti nelle battaglie. In più occasioni, si critica la mancata coalizione dei sindacati agricoli: noi siamo propositivi su questo tema, in questa sede mi sento di riproporre una condivisione d’intenti: in un settore di nicchia richieste di superare determinati schemi ed essere uniti nel portare avanti le istanze trasversali al nostro settore». Natalia Bobba, presidente dell’Ente Risi, ha confermato il «momento buio» e «l’Europa non può guardare la nostra fine senza fare nulla». Il 6 marzo l’Ente risi riunirà agricoltori e industriali dei paesi europei: un forum, come già se ne organizzano da anni, ma questa volta per «convincere la commissione europea a intervenire», perché il riso «non faccia la fine della barbabietola da zucchero». Concetti ripresi in conclusione dal vicepresidente di Confagricoltura Luca Brondelli di Brondello. (La gallery fotografica del convegno è pubblicata sul nostro canale Facebook)
SILVESTRI: CORAGGIO, CAMBIAMO
«Ci manca una visione del futuro. Vige l’abbiamo sempre fato così: ma proprio nella crisi bisogna avere il coraggio di cambiare, altrimenti in cinque anni ci troveremo con una risicoltura ridimensionata ma con gli stessi problemi» ha detto durante la sessione tecnica il direttore di Confagricoltura Simone Silvestri, aprendo il convegno sull’innovazione. «La politica deve permetterci di applicare le tecnologie: droni, tea, tutto ha processi autorizzativi troppo lunghi».
I risicoltori italiani temono gli accordi commerciali e particolarmente quello con l’India, che possiede stock di 150 milioni di tonnellate. «Oggi il Lungo B arriva a 1100 euro alla tonnellata in Nord Europa e questo valore non copre i nostri costi. Abbiamo una differenza di valore del 150 per cento» ha detto Silvestri, rimproverando agli agricoltori una totale mancanza di programmazione nelle semine.
CARESANA FA I CONTI SUI DRONI
La seconda parte del convegno è stata dedicata all’innovazione tecnica, con un focus sui droni. Tema introdotto da Carlotta Caresana. «Il volo di un drone “leggero” da esplorazione costa 5 euro ma aggiungendo gli altri costi si arriva a 20 euro all’ettaro. Un drone di seconda categoria, ad esempio per spandiconcime, vola da 40 a 70 euro ad ettaro. Certo, posso sottrarre il costo della trattrice e non ho danni da calettamento». Secondo il tecnico si può usare la strumentazione per la preparazione dei suoli e anche per le semine: i sensori montati su droni possono aiutare in diverse operazioni. Al termine, una dimostrazione pratica di uso dei droni in risaia. La Fiera in campo resterà aperta fino a domenica sera.


