FEDERBIO: MORATORIA SULLE ROTAZIONI BIO

L'associazione chiede di considerare l'annata 2018/2019 "di transizione" e revisionare le linee guida

FederBio chiede al Mipaaft e alle Regioni una moratoria di un anno sulle rotazioni imposte al biologico dal DM 18 luglio 2018. In seguito all’incontro del 29 aprile a Torino il presidente Paolo Carnemolla ha chiesto di «prevedere una tempistica di adeguamento alle disposizioni del DM 18 luglio 2018 che consideri l’annata agraria 2018/2019 di transizione per la revisione dei piani di rotazione, dunque senza applicazione di sanzioni agli operatori che non abbiano rispettato le disposizioni del DM, visto che il testo è stato pubblicato in GURI solo a settembre 2018 con piani di rotazione e contratti già impostati; revisionare e ampliare ai sistemi colturali d’interesse regionale le linee guida regionali sui controlli per il riso biologico già in vigore, con un capitolo specifico sulla definizione dei piani di rotazione nell’ambito della relazione tecnica di cui all’art. 63 Reg. Ce 889/2008 e della verifica di conformità di questi piani da parte degli organismi di certificazione». FederBio sposa la proposta dell’assessore Ferrero dello schema quinquennale con non più di tre anni della coltura principale, che è «in linea con il nostro Position Paper» e precisa che «questo nostro documento può già contenere alcuni elementi da sviluppare nell’ambito della nuova linea guida regionale, dandogli maggiore dettaglio e concretezza tecnica. Certamente il tavolo tecnico al tempo attivato dall’assessorato in indirizzo per la linea guida sui controlli per il riso biologico dovrà essere rivisto/ampliato, tuttavia può già essere una base di lavoro. Il coinvolgimento dei diversi Servizi regionali presenti anche in riunione ci pare un elemento importante e di valore per il lavoro che dovrà essere fatto e per il quale FederBio anche in questo caso assicura immediata e qualificata disponibilità» scrive Carnemolla all’assessore Giorgio Ferrero, che ha preso l’iniziativa di regolamentare a livello di regioni risicole il DM. Ricordiamo che al tavolo del 29, Ferrero ha ribadito che lo schema “3+2” fra coltura principale e altre colture che per FederBio «è la base su cui ragionare per una rotazione quinquennale e non solo nel riso». L’idea di creare una linea guida su definizione e valutazione di conformità delle rotazioni servirebbe a consentire agli agricoltori e loro consulenti, sostiene Carnemolla, di fare piani di rotazione conformi e agli organismi di certificazione e alla Regione/provincie di valutarne la conformità. E’ possibille, in tal senso, che sia revisionata la linea guida sul bio del Piemonte.

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