EXPORT IN PICCHIATA

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bald01Le scorte di riso sono agli sgoccioli, e a soffrirne è anche l’export italiano: nella prima settimana della nuova campagna, dal 1° all’8 settembre le esportazioni nei paesi terzi di riso hanno perso il 53%. I dati forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico dimostrano che l’esportazione di riso (base lavorato) al di fuori dei confini europei è più che dimezzata, da 2.494 tonnellate di 2014-2015 a 1.195 tonnellate di 2015-2016. Il calo più importante si riferisce agli Stati Uniti: l’anno scorso l’Italia ha esportato 835 tonnellate, mentre nel 2015 il quantitativo si è ridotto ad appena 54 tonnellate. Contrazioni significativa anche per la Turchia, in calo dalle 271 tonnellate del 2014 alle 24 del 2015. Anche l’Albania ha ridotto l’importazione dall’Italia, passando da 243 tonnellate a 18 tonnellate. La Bosnia Erzegovina è scesa da 206 a 24 tonnellate, e le tutte le destinazioni rimanenti raggiunto appena 29 tonnellate, mentre nel 2014 ammontavano a 404 tonnellate. Per quanto riguarda le diverse varietà, il Lungo A è sceso drammaticamente del 71,9%: da 1.522 tonnellate alle attuali 429 tonnellate. I risi medi lasciano per strada il 49,5%, da 388 tonnellate a 195 tonnellate, i Lunghi B il 34%, passando da 295 a 196 tonnellate. L’unica varietà in crescita sono i medi (base lavorato), in aumento del 23%, passati da 289 a 375 tonnellate. Si attende, spasmodicamente, il raccolto… (21.09.2015)

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