EST SESIA NON CAMBIA STILE

ettore Fanfani

Cambia la guida ma non lo stile Est Sesia. Malgrado le Regioni abbiano detronizzato Camillo Colli – per ragioni che scopriremo solo col tempo, ma che non si fermano al dato contabile – l’acqua continua a essere distribuita alle campagne secondo criteri incomprensibili ai più e senza che il consorzio si affatichi a darne una spiegazione pubblica e chiara. Lo scriviamo perché da settimane siamo tempestati di whatsapp (il servizio di broadcast cui si iscrivono i nostri lettori permette loro anche di inviare messaggi alla redazione) che denunciano tagli immotivati dell’acqua irrigua. Immotivati nel senso che non viene data una spiegazione univoca sulla quantità di risorsa e sui criteri di distribuzione. Per certo sappiamo che il consorzio ha ridotto del 40% le erogazioni nel Novarese e del 20% in Lomellina, con eccezione di Zeme e di altri territori che stanno subendo restrizioni anche maggiori. Ci scrivono chiedendo perchè, se non si è ancora nelle condizioni di crisi siano già applicati tagli così diversificati. Per parte nostra possiamo solo raccogliere questo grido d’aiuto e rivolgerlo all’Est Sesia, affinché confermi o smentisca.

PAR CONDICIO FANFANI – COLLI

Ma nel frattempo riflettiamo sullo stile. A suo tempo, infatti, abbiamo dato grande spazio alle spiegazioni fornite dal consorzio guidato da Colli (leggi l’articolo) per quanto il presidente snobbasse la stampa. Ora avvertiamo lo stesso atteggiamento in Fanfani. Lo denunciamo per una doverosa par condicio.

UNA CRISI IRRIGUA SENZA TRASPARENZA?

A noi pare grave affrontare una crisi irrigua senza trasparenza, perché il tema non è politico ma economico. Non è in gioco una poltrona, ma il bilancio delle aziende agricole e il futuro di tante famiglie. Bisogna essere chiari e non alimentare con l’incertezza comportamenti rabbiosi e confusi come in passato. Abbiamo serie perplessità circa il fatto che sia lasciato un ampio potere discrezionale a singoli dipendenti che potrebbero confondersi e tagliare l’acqua (o darne tanta) a prescindere dalle regole a suo tempo condivise. Di fatto la sopravvivenza di numerose aziende dipende dalle scelte dell’ufficio Idrometrico dell’ente. Sono scelte condivise dal vertice? Sono sindacabili? Si possono conoscere i criteri con cui sono assunte?

Come sanno i nostri lettori, siamo molto attenti alle regole (ve la ricordate la storia infinita del regolamento anti-crisi? leggi l’articolo). Insomma, noi facciamo la nostra parte, facendo parlare tutti: recentemente abbiamo ascoltato il direttore del consorzio Mario Fossati (leggi l’articolo) ma l’est Sesia dovrebbe essere un po’ più solerte nel comunicare urbi et orbi le proprie decisioni e le relative motivazioni. Non si riflette abbastanza sul fatto che prima o poi qualcuno potrebbe chiedersi perché si lasci l’acqua nelle mani di tecnici svincolati da ogni controllo. Una volta, quando pioveva tanto e nevicava altrettanto, un certo stile rilassato ci poteva stare, ma oggi i consorzi irrigui gestiscono un bene scarso e insostituibile. Il cambiamento climatico ha cambiato anche la loro responsabilità: non si può più gestire come farebbero quattro amici al bar. E intanto, per restare ai bar della bassa, circola già voce che dalla prossima settimana partirà il razionamento…e le aziende hanno paura. Autore: Paolo Viana

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