ENTE RISI: MYANMAR È UN’INCOGNITA

Non si sa ancora come affrontare la minaccia delle importazioni birmane
Enrico Losi al convegno di Buronzo

Si parla anche di collocamento del riso agli incontri tecnici organizzati dall’Ente Risi in questi giorni nei territori di Vercelli, Novara, Pavia, Milano, Ferrara, Verona e Oristano. Nel Vercellese, il responsabile dell’area economica Enrico Losi ha spiegato ad esempio che «leggendo il bilancio di collocamento della campagna 18/19 si nota un calo del 5% sul totale dell’anno precedente (1,03 mln di tonnellate contro le 1,08 del 17/18), che non ci allarma perché il riferimento era un’annata record. Guardando più nel dettaglio, sul mercato italiano il dato di collocamento è costante, mentre la decrescita era dovuta al riso venduto in Europa (-6%) e ancor più a quello venduto nei paesi extra UE(-12%), che sono calati a causa dei prezzi italiani, più alti rispetto al mercato globale. In Europa è salito il collocamento di risi Indica italiani, mentre è calato quello del tondo, in relazione a prezzi eccessivamente alti. Per i paesi extra UE, abbiamo collocato meglio sul mercato svizzero e molto meglio su quello giordano, mentre abbiamo perso terreno in Turchia (che rimane il paese non europeo  in cui vendiamo più riso), Libia, Libano e Serbia».  «Passando alla trattazione dell’annata 19/20 – è la spiegazione del tecnico – per quel che riguarda le superfici siamo rimasti in linea con i dati delle annate passate, mentre per quel che riguarda le ipotesi di collocamento pensiamo di avere un incremento ad 1,5 mln di tonnellate».

«La clausola ha funzionato»

L’Ente Risi ha analizzato l’incidenza della Clausola di Salvaguardia sulle importazioni dai PMA, di cui molto si è discusso nei giorni scorsi (leggi l’articolo): «circa la Cambogia – ha detto Losi – abbiamo avuto un calo di importazioni (da 240.000 tonnellate a 188.00), mentre dal Myanmar la diminuzione nelle importazioni di Indica è stata sostituita da una netta crescita in quelle di Japonica, con un dato sul totale addirittura in crescita (da 127.000 tonnellate a 172.000). il riso Japonica non è soggetto a dazio e si sono creati anche alcune perplessità relativamente alle varietà importate, varie e non ben definite, che lasciano il dubbio addirittura sull’essere veramente Japonica (trattandosi di differenze di dimensione relativamente piccole). Il picco di export verso l’Italia di Indica cambogiano e birmano a gennaio e febbraio 2019 è dovuto ai 40 giorni di tempo di viaggio concessi dall’entrata in vigore della clausola (18 gennaio 2019). Successivamente la Cambogia ha visto il suo export crollare senza trovare contro misure, anche a causa di una situazione sociale e politica più instabile, mentre il Myanmar, che sta per uscire dal gruppo dei PMA ed è un paese quasi in via di sviluppo, si è riorganizzato, spostando il suo export massicciamente sulle sue riserve di Japonica, ed ha colto un’occasione dalla situazione che si è creata. In futuro non sappiamo cosa aspettarci con certezza su questo tema, dal momento che la Clausola si modifica negli anni (è scesa da 175 €/tonnellata a 150 il 18 gennaio 2020 e scenderà a 125 nel 2021) e non sappiamo se verrà confermata, anche se siamo fiduciosi viste le condizioni dei lavoratori in questi paesi, nonostante il ricorso presentato dal Myanmar, che non è ancora stato risolto. Inoltre, crediamo nella possibilità di bloccare tutte le importazioni di riso da questi territori, rendendo completo il lavoro ad oggi parziale compiuto dalla Clausola, poiché pensiamo possa essere riconosciuto, da chi di dovere, che le condizioni di vita dei lavoratori in quei paesi violano i diritti umani. In generale i consumi di riso dovrebbero aumentare dell’1% ogni anno in Europa, un aumento leggero che non può modificare di molto la nostra quota di mercato nel breve periodo, anche a causa di un prezzo che non è più competitivo come un tempo nel mercato globalizzato. Lo zoccolo duro dei nostri clienti, tuttavia, rimane forte a livello mondiale, assicurandoci un’importante fetta di mercato, che stiamo cercando di allargare con campagne pubblicitarie che coinvolgono anche altri paesi produttori europei, basate su uno slogan molto accattivante: Sustainable EU Rice – Don’t Think Twice (riso sostenibile europeo, non pensarci due volte)». Autore: Ezio Bosso

Di seguito vi proponiamo le analisi dei prezzi di alcune varietà, maggiormente rappresentative dei vari comparti, nella campagna 18/19, in relazione all’annata precedente.

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Superfici risicole in Italia.

Di seguito vi proponiamo le analisi dei prezzi di alcune varietà, maggiormente rappresentative dei vari comparti, nella campagna 19/20 fino a dicembre, in relazione alle annate precedenti.

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