ENTE RISI DÀ LA SVEGLIA AI BIO

Poche denunce allo start della nuova normativa: arriva la circolare per spiegare le regole della tracciabilità

L’Ente Nazionale Risi pubblica in queste ore una nota molto particolare: «A partire da quest’anno, le denunce di superficie riportano una indicazione esplicita del metodo di coltivazione – convenzionale, biologico, in conversione – come prevede il decreto ministeriale recentemente emanato. Stando alle denunce presentate finora, la superficie investita a riso biologico in Italia ammonta a 9.191 ettari mentre quella investita a riso in conversione ad agricoltura biologica a 1.703 ettari. Si tratta di dati più bassi di quelli che ci si potrebbe attendere confrontando le denunce con le statistiche del Sinab (Sistema d’Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica) relative al 2016, che descrivono una risicoltura biologica (e in conversione) di 16.000 ettari complessivi a livello nazionale».

Secondo l’Ente, «questa discordanza può essere motivata alla mancanza di alcune centinaia di denunce di superficie in quanto alcuni produttori di risone biologico, che hanno presentato la denuncia di superficie prima dell’entrata in vigore del D.M. 18 luglio 2018 (6 settembre 2018), che prevede l’obbligo di distinguere le superfici seminate come biologiche o in conversione ad agricoltura biologica da quelle seminate in modo convenzionale, non hanno effettuato tale distinzione». L’Ente Risi invita i risicoltori che non hanno ancora adempiuto l’obbligo di presentazione della denuncia di superficie a farlo il più presto possibile, indicando, nel caso siano produttori di risone biologico, l’Organismo di Controllo e distinguendo le superfici biologiche da quelle in conversione all’agricoltura biologica e da quelle convenzionali, come previsto dal D.M. 18 luglio 2018 (entrato in vigore il 6 settembre 2018).

Qualche ora più tardi, l’ente pubblico economico divulga anche una circolare («A seguito della pubblicazione del D.M. 18 luglio 2018 si è reso necessario pubblicare una circolare per spiegare gli adempimenti a carico dei produttori e dei detentori di risone biologico») specificando, a beneficio di riserie e commercianti, che «A partire dal 6 settembre 2018, l’utilizzo di codici varietali convenzionali in abbinamento a note diverse da quella specificata nella circolare non è considerato valido per l’assolvimento degli obblighi derivanti dal D.M. 18 luglio 2018». Ciò significa che non è più possibile riportare nel campo note del buono ENR che il riso è biologico quando sullo stesso buono è riportato un codice varietale convenzionale. In pratica se il prodotto è biologico è obbligatorio che il codice varietale riportato sul buono ENR sia biologico.

CIRCOLARE: SCARICA QUI

MODULO D4: SCARICA QUI

MODULO N: SCARICA IL Registro

MODULO O: SCARICA IL RegistroBIS

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Risicoltura
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