NUOVE DENUNCE

Continua la guerra intorno al glifosate. Bruxelles si rivolge alla Corte di giustizia europea e Monsanto cerca spazi commerciali in risaia

Non è finito il tormentone del glifosate. Gli oppositori incalzano e Monsanto accelera le vendite. E’ iniziata una vera e propria corsa contro il tempo, se non che si corre in direzione opposta. Il governo della regione di Bruxelles ha deciso di presentare una denuncia contro la Commissione europea alla Corte di giustizia europea in merito alla sua decisione di ri-autorizzare il glifosato in Europa. Il Belgio era tra i nove Stati membri che avevano votato contro il rinnovo dell’autorizzazione all’uso della controversa sostanza chimica. Per contro, la multinazionale famosa per commercializzare il Roundup sembra voler smaltire le scorte, anche in risaia.

Sincronia perfetta dei fatti: secondo i media belgi, il governo di Bruxelles ha presentato la denuncia l’8 marzo, sostenendo che vi era una violazione del principio di precauzione. Negli stessi giorni Monsanto ha lanciato una campagna pubblicitaria per promuovere l’uso del glifosate in risicoltura, sostenendo che si tratta di una soluzione contro riso crodo e giavone (secondo il tecnico Maurizio Tabacchi, che firma un redazionale sul Roundup Platinum, la molecola è «molto efficace anche nei confronti di piantine di riso crodo e di giavone poco sviluppate»). Insomma, un bel braccio di ferro politico-commerciale.

Vale la pena di ricordare che il governo di Bruxelles ha vietato l’uso del glifosato sul suo territorio in linea con la politica “zero pesticidi” della regione dal mese di novembre 2017. Un funzionario di Bruxelles ha detto che le valutazioni scientifiche su cui si basava il rinnovo hanno dato troppo poco peso agli studi universitari pubblicati su alcune riviste. Secondo i media, il funzionario del governo di Bruxelles ha spiegato che questo è «diametralmente opposto al principio di precauzione», nel caso in cui venga affermato che «finché il nesso causale tra glifosato e gli effetti dannosi non è provato al 100%, non può essere vietato». Bruxelles ritiene che la decisione di rinnovo non sia accompagnata da adeguate misure di mitigazione o riduzione del rischio e da una strategia di eliminazione graduale. Completamente diversa, ovviamente, l’analisi di Monsanto (la multinazionale appena finita in pancia alla Bayer, anche se per ora le reti di vendita continuano a essere autonome), che si affida a un tecnico noto e apprezzato come Tabacchi per sottolineare che il meccanismo d’azione del glifosate è «importante per la sostenibilità tecnica ed economica della coltura». Una sottolineatura, quella della “sostenibilità” della molecola sotto accusa, che aprirà sicuramente un bel dibattito. Anche perché, come si ricorderà, le Regioni risicole hanno imposto dei limiti severi all’uso di questa sostanza attiva e hanno annunciato controlli rigidissimi. La sostanza attiva più dibattuta al mondo è ovviamente in cima alla lista di questi controlli. (AVVISO: conosci Elegia?)

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Risicoltura
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