DAL PIAVE A CAPORETTO?

riso italiano
Il 26 ottobre titolavamo “Il Piave dell’Ente Risi” la proposta della filiera europea, sostenuta con toni decisi dalla presidente Natalia Bobba, di «fissare una soglia di 200.000 tonnellate (base riso lavorato) per le importazioni totali relative ai codici doganali 1006 10, 1006 20 e 1006 30 nel loro complesso. Il quantitativo è il massimo sopportabile dalla filiera risicola europea già gravata da massicce importazioni a dazio zero e a prezzi insostenibili mentre da parte sua assiste ad un aumento dei costi di produzione. Tale quantitativo sarà ripartito tra i Paesi beneficiari in base ai trend storici di importazione». Purtroppo è andata diversamente e dal Piave si rischia di arretrare a Caporetto.

NESSUN ACCORDO SULLA PROPOSTA DEI 200 MILA

Ci fa sapere infatti l’Unione agricoltori di Vercelli che «Durante l’incontro dell’11 novembre tra i negoziatori sul dossier relativo al Sistema di Preferenze Generalizzate è emerso chiaramente che le possibilità di raggiungere un compromesso con la proposta avanzata dal settore risicolo (200.000 tonnellate) non avrebbe ottenuto il sostegno della maggioranza».
«Di conseguenza, è raggiunto un nuovo accordo da presentare durante il trilogo del 1° dicembre tra Ente Nazionale Risi e FERM (industria) per fissare una nuova soglia a 345.000 tonnellate, aumentata del 5%, in luogo delle 200.000 tonnellate precedentemente proposte. Oltre tale livello si applicherebbe un dazio di 175 euro/tonnellata. La soglia complessiva di circa 362.000 tonnellate (345 mila tonnellate più il 5%) deriva dalla media delle importazioni registrate nel triennio 2016-2018, precedente all’attivazione della clausola di salvaguardia (2019)».

APPLICAZIONE DEL DAZIO

«L’accordo prevede inoltre che, nell’anno successivo all’entrata in vigore della clausola di salvaguardia, la soglia dopo il quale si applica il dazio venga ridotta in misura proporzionale al trimestre in cui è superato il limite nell’anno precedente, in modo da poter effettuare l’applicazione anticipata del dazio:
1° trimestre: riduzione del 10%
2°: ”            ” riduzione del 30%
3° :”            ” riduzione del 50%
4° : ”            ” riduzione del 70%»

CLAUSOLA DE MINIMIS

«Inoltre, nella proposta della Presidenza danese figura la clausola de minimis che consiste in una deroga all’attivazione della clausola di salvaguardia nel caso in cui le importazioni da un singolo PMA non superi il 6% dell’import totale dell’Ue, quantificabile in circa 95.000 tonnellate. Ad avviso di Confagricoltura tale clausola va assolutamente rifiutata perché incentiverebbe le triangolazioni delle importazioni nell’Ue; la Confederazione sostiene la posizione dell’Ente Risi, pur nella consapevolezza che, durante il trilogo, i Paesi produttori di riso potrebbero essere chiamati a negoziare un meccanismo di salvaguardia meno favorevole».
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