CROLLA L’EXPORT DI RISO PAVESE

FacebookLinkedinTwitterWhatsAppPrintEmailArrivano dati contraddittori sull’export del riso, e nel copmplesso non confortanti. In base all’indagine Monitor, elaborata  dal Servizio studi e ricerche di Intesa Sanpaolo, il terzo trimestre (e il...

CUOREArrivano dati contraddittori sull’export del riso, e nel copmplesso non confortanti. In base all’indagine Monitor, elaborata  dal Servizio studi e ricerche di Intesa Sanpaolo, il terzo trimestre (e il primo semestre) 2014 dell’export di riso è andato malissimo in Lombardia. Un risultato allarmante perché gli altri “distretti tradizionali” lombardi nel complesso segnano un aumento tendenziale (+1,2%) e una ancor maggiore crescita nel semestre (+3,9%). Insomma, è una debolezza di settore e non di territorio né di strutture a supporto dell’export. Prova ne sia che in Provincia di Pavia tirano le calzature e crolla il riso: +19,8% le prime nel periodo gennaio-giugno 2014 e +18,1% nel trimestre, e -2,7% la variazione tendenziale del semestre con un -4,5% nel trimestre per il riso. «Le vendite estere del distretto del riso di Pavia – spiega il report – continuano a scontare la pressione della concorrenza esercitata dai paesi produttori a basso costo e la debolezza dei prezzi, come si evince dalle numerose relazioni della Camera di commercio di Pavia: le varietà di riso destinate all’esportazione risentirebbero della decisione Unione europea di non abolire i dazi per i risi lavorati provenienti da Cambogia e Thailandia, concorrenziali a quelli prodotti dal distretto». Questa sofferenza non è altrettanto marcata in Piemonte, dove il riso di Vercelli presenta un più confortante +0,5%. (06-10.14)

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