COME FREGARE I SOLITI IGNOTI

FacebookLinkedinTwitterWhatsAppPrintEmailLa settimana scorsa abbiamo parlato dei “soliti ignoti” del diserbo. Il fenomeno dei furti di prodotti fitosanitari è in preoccupante aumento e pone degli inquietanti interrogativi sull’ utilizzo del...

soldiLa settimana scorsa abbiamo parlato dei “soliti ignoti” del diserbo. Il fenomeno dei furti di prodotti fitosanitari è in preoccupante aumento e pone degli inquietanti interrogativi sull’ utilizzo del tutto incontrollato dei prodotti rubati, in colture, aree geografiche o pratiche produttive in cui essi non sono ammessi. Di fatto, a sorpresa, lo hanno ammesso anche le organizzazioni agricole, che hanno denunciato il fenomeno, e immediatamente sono scattate le reazioni all’interno del mondo risicolo: chi accusa il settore del riso biologico di costituire un “mercato” permeabile ai ricettatori, accusa che si fonda sulla confusione statistica secondo cui la produttività del riso biologico sarebbe inspiegabilmente alta, molto vicina a quella del riso difeso con gli erbicidi di sintesi; chi, per contro, accusa i produttori di riso convenzionale di voler aprire una caccia alle streghe capace di affossare tutto il settore. Noi facciamo informazione e per questo a suo tempo abbiamo rivelato quelle statistiche, pubblicando le opinioni degli uni e degli altri. Lasciamo ai sindacati la politica e alle istituzioni i controlli. Però un’idea ce l’abbiamo e non riguarda il mercato dei prodotti chimici rubati, l’eventuale utilizzo non fatturato – difficilmente spiegabile, su una scala talmente vasta – o quello non fatturatile, perché destinato alla difesa chimica di colture che non dovrebbero essere difese con quei prodotti. Parlando con i risicoltori, abbiamo raccolto questo suggerimento: perché non utilizzare sempre una misura di “prevenzione” che molti già usano, ossia farsi consegnare i prodotti nel giorno stesso del loro utilizzo? Se poi l’agricoltore non può fare a meno di immagazzinare i diserbanti per alcuni giorni può non attuare anche un’altra misura di “dissuasione”: rompere immediatamente i sigilli delle confezioni appena consegnate, in modo tale da rendere più difficile se non impossibile il loro riciclaggio. Sicuramente, chi acquista in nero i prodotti chimici è disposto a giurare di aver aperto personalmente la confezione, ma anche in un mercato illegale quel sigillo è una garanzia e chi acquistasse in nero un prodotto dissigillato non avrebbe la certezza del corretto funzionamento di quel prodotto in risaia. Ricordiamo, ovviamente, che le confezioni dissigillate vanno conservate con particolare cura, al di sopra di un bacino di contenimento impermeabile (comunque obbligatorio per evitare sversamenti accidentali). Bisogna inoltre essere certi di impiegare i prodotti a breve termine, anche perché queste confezioni non potranno ovviamente essere “rese” al distributore in caso di mancato utilizzo a fine campagna. E’ necessario prestare cura anche alla fase di trasferimento in campo, per la quale è opportuno l’ utilizzo di bacini di contenimento come quello rappresentato a titolo di esempio in foto. In ogni caso si raccomanda di non lasciare i prodotti – sigillati o no – incustoditi in campagna: i soliti ignoti non si lasciano certo sfuggire un invitante carrello porta trattori pieno di fitofarmaci… (01.06.2015)

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Risicoltura
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