COLDIRETTI: RESTRIZIONI PER IL RISO TRATTATO CON TRICICLAZOLO

Un documento inquadra la posizione sul triciclazolo e le conseguenze di una revisione del limite massimo di residui

coldiretti_bandieraCosa pensa la Coldiretti del caso triciclazolo. La posizione dell’organizzazione agricola guidata da Roberto Moncalvo è complessa, trovandosi a dover contemperare da un lato le esigenze dei suoi iscritti, che mal sopportano la politica europea di divieto progressivo degli agro farmaci, e dall’altro quelle dei consumatori, con cui il sindacato agricolo ha stretto un patto strategico e che non amano il glifosate e i suoi fratelli. Un documento recente inquadra però questa posizione: è la nota Punto Coldiretti con cui il 24 ottobre la Coldiretti annunciava la “bocciatura” del triciclazolo e la definiva una «sostanza attiva molto efficace per la lotta al brusone del riso ma con un impatto ambientale e tossicologico rilevante».

In questo documento, Coldiretti sottolinea un aspetto finora poco sviscerato della questione del Limite Massimo di Residui. Come ormai è noto, e come sottolinea Coldiretti, «la decisione della Commissione ha degli effetti per quanto riguarda il Limite Massimo di Residui: al momento, resta in vigore il valore di  1 ppm in attesa che lo Scopaff Residui di Bruxelles decida il nuovo Lmr che potrebbe: o restare uguale, o essere fissato ad un livello intermedio se paragonato al Limite di Quantificazione (Loq=0.001 ppm) o addirittura fissato al limite del Loq. Generalmente, la decisione viene assunta dalla Commissione Ue entro un anno dalla pubblicazione del regolamento di non autorizzazione della sostanza». La nota sindacale si sofferma sulla sorte che toccherebbe al riso già trattato con il triciclazolo: «Se l’esecutivo comunitario dovesse decidere di abbassare Lmr da 1 a 0.01 (Lq) il riso stoccato nei magazzini e nei punti vendita non potrà essere commercializzato che dopo tre anni dalla fissazione del nuovo limite. Al momento, il riso che è stato trattato nella campagna 2016 può essere commercializzato solo in Italia perché la legislazione italiana a differenza degli altri Stati membri, prevede che il controllo sui residui presenti in un alimento sia fatto tenendo conto dell’Lmr in vigore al momento in cui è stato effettuato il trattamento». Insomma, una revisione del LMR, secondo Coldiretti non soltanto renderebbe impossibile concedere l’autorizzazione in deroga, ma avrebbe dei riflessi pesantissimi anche sulla commercializzazione del risone trattato con triciclazolo quest’anno, mentre, per contro, sarebbe tutto da valutare l’impatto reale che questa decisione avrà sul riso d’importazione. (LEGGI IL DOCUMENTO COLDIRETTI)

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