«CLEARFIELD NON E’ OGM»

Basf replica alla polemica sollevata dal M5S in Consiglio Regionale del Piemonte

Il Movimento 5 Stelle chiede la messa la bando del riso Clearfield in Piemonte, in Consiglio regionale e la Basf replica. Dopo giorni di polemiche sollevate dai pentastellati sulla sentenza della Corte di Giustizia europea che ha equiparato le tecniche NBT agli OGM, questo è il primo confronto pubblico. Se la Regione Piemonte ha rimandato ogni decisione all’acquisizione di un parere, richiesto ai ministeri dell’Agricoltura, dell’Ambiente e della Salute – «una richiesta inutile, la sentenza della Corte di Giustizia Europea parla chiaro e non lascia spazio a diverse interpretazioni» ha replicato Andrissi – la Basf smonta la polemica con un comunicato che recita così: «In riferimento alla Sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE) del 25 luglio scorso  in materia di organismi ottenuti mediante mutagenesi BASF, anche a seguito del recente dibattito politico sul tema, ritiene opportuno puntualizzare quanto segue:

Le varietà e gli ibridi di riso a marchio Clearfield® sono stati ottenuti mediante metodi di mutagenesi convenzionale, dotati di lunga tradizione di utilizzo nella selezione vegetale.

Le varietà e gli ibridi di riso Clearfield® non sono, quindi, stati ottenuti mediante le nuove tecniche di mutagenesi mirate che, secondo la sentenza della CGUE, sarebbero soggette agli obblighi della Direttiva UE 2001/18/CE sugli OGM.

Pertanto, le varietà e gli ibridi di riso Clearfield® sono esclusi dall’ambito di applicazione della sopra menzionata Direttiva, in base alla deroga prevista dalla Direttiva stessa.

BASF continuerà a monitorare il tema, in qualità di Azienda molto attenta alla sicurezza, che opera sempre in stretta osservanza di tutte le leggi applicabili, anche in materia di commercializzazione e corretto utilizzo dei propri prodotti. Pertanto, e come da tradizione, BASF continuerà a sviluppare sistemi di difesa innovativi, sostenibili e risolutivi dedicati alla risicoltura italiana, sempre in conformità alle normative vigenti. L’Azienda auspica che il presente Comunicato contribuisca a chiarire la situazione sul mercato, considerata anche l’imminenza della campagna commerciale risicola 18/19 e la rilevanza economica della risicultura in Italia». In altre parole, il M5S sta prendendo lucciole per lanterne, perché il riso Clearfield non è assimilabile a un Ogm. Inoltre, la polemica politica scatenata dai grillini contro Ferrero rischia di turbare il mercato risicolo, perché investe, sulla base di presupposti che la Basf contesta, una tecnologia da cui dipende circa un terzo della produzione risicola italiana.

AGGIORNAMENTO delle 14.50 di mercoledì 25 settembre: il consigliere regionale Andrissi pubblica su Facebook un post in cui prende atto della replica di Basf e cita studi sulle resistenze (fenomeno diverso e già noto) da cui non si evince che il riso Cl sia Ogm. Il caso è chiuso.

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Risicoltura
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