CI SARA’ MENO TRICICLAZOLO NEL RISO CAMBOGIANO

Gli importatori si attrezzano perché Bruxelles non fermi il riso in arrivo dal paese asiatico

La Cambogia, uno dei principali paesi meno avanzati beneficiati dalla direttiva Eba, si sta attrezzando per ridurre il livello di triciclazolo nel suo riso, in modo da adeguarsi alle richieste dell’Ue in tema di riduzione dei prodotti chimici: lo conferma il sito www.khmertimeskh.com. Il Ministero cambogiano dell’agricoltura, delle foreste e della pesca (MAFF) si sta adoperando per garantire che i coltivatori di riso siano in grado di non usare il triciclazolo dopo che l’UE ha deciso di abbassare il limite massimo di residui (LMR) da 1 milligrammo per chilogrammo di 0,01 milligrammi per chilogrammo sia per il riso prodotto localmente nella UE sia per il riso importato.
L’UE cha avvertito il settore del riso cambogiano di eliminare il ricorso al triciclazolo entro giugno oppure scatterà il divieto all’importazione. Il direttore generale della Direzione generale dell’agricoltura ha detto ai giornalisti che il MAFF ha istituito una task force per monitorare l’uso del triciclazolo: «Un gruppo di esperti lavorerà insieme per raccogliere quante più informazioni possibili circa l’utilizzo del fungicida da parte dei risicoltori, e sottoporrà i campioni di riso raccolti sui mercati locali a dei test per rilevare la presenza del fungicida. Andranno poi direttamente a Phnom Penh per testare i residui nel riso lavorato». Il funzionario ha aggiunto che gli esperti potranno anche effettuare ispezioni a tutti gli importatori di fertilizzanti e pesticidi autorizzati aper garantire che essi non importino triciclazolo. «L’Europa – ha aggiunto il funzionario – è uno dei nostri grandi buyer di riso e dobbiamo agire immediatamente per evitare problemi». Nel frattempo, la Federazione risicola della Cambogia (CRF) ha anche istituito un gruppo di lavoro per diffondere la notizia ai propri soci, agricoltori, industrie ed esportatori.

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