BIODIVERSITÀ IN RISAIA O SULLA LUNA?

Giuseppe Goio, risicoltore biologico di Rovasenda, solleva dei dubbi sull'efficacia della misura 4.4.1 del Psr piemontese

Guido Bissanti, su Antropocene.it, sostiene che per quanto l’agricoltura biologica sia positiva nei confronti dell’ambiente e delle varie specie animali e vegetali che compongono l’ecosistema, dando origine alla biodiversità, tuttavia le sovvenzioni concesse a chi pratica questo tipo di agricoltura, contribuendo a questo miglioramento ambientale, sarebbero sfuggite di mano alle istituzioni, diventando esagerate. In realtà, basta pensare che, mediante vari tipi di piante, abbiamo la possibilità di ottenere prodotti differenti, arrivando magari – con il tempo – a sostituire almeno in parte i prodotti di sintesi e che così facendo si può migliorare notevolmente la condizione ambientale e la salute degli individui. In conclusione, si può dire che queste sovvenzioni siano al contrario di quel che si pensa un metodo molto efficace per spronare gli agricoltori che seguono questa pratica a sperimentare, migliorando sempre di più le produzioni fino ad arrivare a risultati che possano sopperire alle necessità globali senza arrecare danni di alcun genere all’ambiente.

Purtroppo, in taluni casi, i contributi sono erogati effettivamente senza un criterio. Facciamo l’esempio della misura 4.4.1 del Psr piemontese: visto che aderisco alla misura 11.2.1 ( agricoltura biologica ) mi sono informato in Regione per avere dei chiarimenti sul nuovo bando misura 4.4.1, essendo interessato alle piantumazioni sulle tare (filari, siepi e inerbimento degli argini ), cosa che sto già facendo da anni per conto mio, notandone dei benefici agronomici. Mi hanno specificato che praticamente per la risicoltura non conviene, visto che le tare sono minime ed il premio è di 1000 euro/ha (di tare ) e si è vincolati per 10 anni nella manutenzione dell’impianto. Non è paradossale? Proprio nel settore dove ci sarebbe più bisogno di creare biodiversità si struttura una misura in modo antieconomico per chi voglia e possa contribuire ad un’agricoltura sostenibile. Paradossale perché se un agricoltore come il sottoscritto non aderisce resta libero di fare quello che vuole. Ovviamente sono amareggiato per l’incompetenza delle istituzioni regionali: chi ha redatto il bando in questione, infatti, non solo non riuscirà ad ottenere nessun adesione e per questa via si volatilizzeranno i 1.200.000 euro destinati alla misura.

Osservo anche che, allorquando sono entrato nello specifico degli interventi, ho notato che le cose non andavano per il verso giusto: il progetto Life+Eco Rice finanzia già progetti esistenti come parchi, zone paludose solo migliorandole. Ma il titolo non dice ” creare biodiversità nell’ ambito risicolo”? Per quanto riguarda i filari e le siepi non sono finanziabili se messi sugli argini a meno che non gli si crei una fascia tampone inerbita e soggetta a manutenzione solo con mezzi meccanici premio 1000 euro ad ettaro: sfido anche l’agricoltore biologico più convinto ad aderire, figuriamoci un convenzionale.

La creazione di zone umide, per contro, deve essere fatta seguendo regole di progettazione e mantenimento comparabili ad un giardino pensile e non ci si può neanche pensare a ricevere il premio di 1000 euro ad ettaro.

Infine veniamo all’intervento più paradossale: l’istallazione di strutture per la fauna selvatica, in particolare i pipistrelli; per un premio di 55 euro ad ettaro si devono mettere almeno 10 casette fornite da loro quindi bat box, nidi per passeriformi e per chirotteri per ogni ettaro di superficie e gli si deve fare manutenzione per almeno 5 anni. Al dilà del contributo, non ha senso pensare che un affollamento tale consenta una colonizzazione ed un proliferamento delle specie. Da esperienza personale posso dire che avendo un terreno accorpato di 30 ettari confinante con un torrente di nidi ne misi 5 quattro e solo uno venne colonizzato…  Autore: Giuseppe Goio, risicoltore di Rovasenda (Vercelli)

In occasione di un recente convegno, la Regione Piemonte ha diffuso un documento che illustra il bando in esame e che può essere utile per comprendere il punto di vista dell’Amministrazione: scarica il documento Bando 441 (x coord_seminat_21_2_2018)

 

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Risicoltura
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