Le sedute lombarde di questa settimana registrano una serie di aggiustamenti al ribasso, in gran parte allineamenti a variazioni già viste nelle altre piazze, ma con alcuni nuovi minimi che emergono soprattutto dalla borsa di Mortara di venerdì. L’apprezzamento di Araldo visto a inizio settimana in Piemonte (LEGGI) non trova conferma in Lomellina, mentre il gruppo è proposto a 55 €/q lordi a Milano senza necessità di variazioni. La domanda resta debole su tutti i comparti e il contesto rimane scoraggiante per i produttori, con i ritiri delle riserie che nell’ultima settimana segnano un ulteriore rallentamento rispetto a un andamento già lontano dai ritmi normali.
NUOVI MINIMI PER LUNGHI B, S. ANDREA/GLORIA E VIALONE
Le novità di questa tornata lombarda riguardano tre comparti. I lunghi B toccano un nuovo minimo ufficiale a Mortara, scendendo a 34 €/q lordi, con gli operatori che confermano quanto già affermato ad inizio settimana: il prezzo di riferimento allo scambio effettivo si attesta a 33 €/q lordi, con gli ibridi che si trattano anche a 30. Scende ulteriormente anche il gruppo S. Andrea, che venerdì a Mortara raggiunge ufficialmente 45 €/q lordi, nuovo minimo di listino per un comparto sotto pressione dopo la pubblicazione dei contratti di coltivazione per la prossima annata che lo riguardano. Prosegue infine il crollo del Vialone Nano, varietà quotata esclusivamente in Lombardia. Sia a Milano che a Mortara la quotazione scende a 52 €/q lordi, con una traiettoria discendente che non accenna a fermarsi.
Sul fronte dei trasferimenti, i dati Ente Risi dell’ultima rilevazione disponibile (VEDI) confermano il deterioramento del ritmo di ritiro. Nell’ultimo periodo di sette giorni le riserie hanno ritirato appena 26.620 tonnellate, un dato che porta la giacenza complessiva a livelli sempre più elevati rispetto ai tre anni precedenti a pari data. Quasi tutti i gruppi varietali mostrano ormai eccedenze di disponibilità trasferibile rispetto allo scorso anno. Fanno eccezione i tondi e i Lunghi A da parboiled ed export, comparto che pure vede il proprio vantaggio relativo assottigliarsi settimana dopo settimana.
PEZZONI: «DOMANDA SCARSA IN TUTTA EUROPA»
«Le riserie stanno vendendo poco e lavorano principalmente sugli ordini già fissati», afferma Luca Pezzoni, mediatore lombardo rappresentante di Reschiriso. «Le richieste nuove sono poche, ed è un problema comune. Lavoriamo anche con operatori in Grecia e in Spagna, e anche loro cercano di stimolare la domanda perché nei loro mercati ne trovano ancora meno.»
Per Pezzoni il problema ha radici strutturali a livello continentale: «Penso che sia una questione europea di domanda, non vedo troppi legami con l’importazione extraeuropea. Certo, i noli marittimi sono molto bassi in questo periodo, sui 2.000-2.500 dollari per container, e questo favorisce l’importazione abbassando il costo del riso estero. Ma non vedo una quantità di importazione che sia aumentata in modo massiccio. È la domanda che è bassa, regolare ma bassa. In proporzione, in questo momento, si ricevono richieste per 70 tonnellate dove prima ne volevano100.
Un contesto in parte aggravato da un atteggiamento attendista degli acquirenti. Chi compra sa che entro maggio-giugno i magazzini devono essere svuotati, e tiene la domanda bassa il più a lungo possibile. Non dico che non ci sia una domanda reale inferiore al normale, ma i due fattori si sommano.» A pesare sul quadro anche l’incertezza geopolitica e commerciale: «La ratifica dell’accordo Mercosur da parte di Argentina e Uruguay in questi giorni aggiunge un elemento di attesa. Chi compra prende il minimo indispensabile e aspetta di capire cosa succederà nei prossimi mesi.» Autore: Ezio Bosso

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