A NOVARA VINCE LA TRADIZIONE

Le sperimentazioni su pacciamatura e trapianto devono ancora maturare

Si è tenuto oggi l’incontro tecnico organizzato dalla Direzione Agricoltura della Regione Piemonte (sede di Novara), in collaborazione con l’Ente Nazionale Risi del territorio novarese, presso le cascine degli agricoltori Giampiero Depaoli, Silvio Pieropan e Paola Battioli, la quale ha predisposto la Cascina Motta per un incontro istituzionale ed una risottata di commiato.

La prima parte si è tenuta presso la cascina Bettola della famiglia Depaoli dove si è visionata la coltivazione di Vialone Nano, in regime biologico, su telo pacciamante Mater-b largo 1,20 metri, con 4 file per telo distanti 20 cm e distanza tra i teli di circa 30 cm (la quale pone ovviamente qualche problema nel contenimento delle infestanti). Sono state effettuate due monde manuali e nonostante ciò sono ben visibili numerose unità di giavone; il sistema presenta costi ancora elevati anche per il lavoro manuale necessario ed il riso è stato attaccato dal brusone in modo abbastanza importante (va detto però che non è stato effettuato alcun trattamento nonostante si trattasse di varietà sensibile).

Si è proseguito alla visione della prova relativa al trapianto (anch’esso in regime biologico), effettuato con varietà CRLB1 e anche in tal caso ci sono margini per migliorare: ad esempio si è capito che i patogeni diventano letali se le piantine restano esposte troppo a lungo. Si è dovuto ricorrere infatti ad un secondo trapianto (effettuato con una macchina di provenienza indiana) e ciò ha inciso sui costi finali. Il terreno è stato sarchiato a metà luglio e non mondato. Nel complesso però l’agricoltore coinvolto si è detto ottimista sulla possibilità di affinare la tecnica.

Successivamente ci si è trasferiti nell’Azienda Ilario e Silvio Pieropan dove i tecnici di Ente Risi hanno illustrato le varietà RDR (Rete Dimostrativa Riso): Aurelio, SanLuca, Meridio, RG 201 ed RG202,  riproposte alla Cascina Motta con la variante dell’assenza di trattamento fungicida. Sul posto ha preso la parola il dottor Simone Silvestri, coordinatore del progetto Bruma che ha presentato tre particelle sentinella dell’areale novarese dove si è seminato Telemaco, S. Andrea e Carnaroli ricordando come l’annata sia stata favorevole per gli attacchi del patogeno  e quanto sia stata importante le rete informativa per il contenimento, che è infatti riuscito in modo più che positivo grazie ai continui monitoraggi e avvisi agli operatori.

Si è dunque giunti a San Pietro Mosezzo, presso la Società Agricola di Paola Battioli, in cui si è presa visione, oltre che delle varietà sopracitate, di tutto il campionario Clearfield coltivato in Italia. È stata fatta una suddivisione tra varietà a ciclo precoce e convenzionale; per le prime sono stati presentati CL XL 745, InovCL, CL 111, Mare CL, Sole CL, Terra CL, Barone CL, LeonidasCL, CL 388, mentre per le seconde CL 33, Luna CL, CLA 01, Nemesi CL, CL 15, CL 26, CL 28, Sirio CL, Ecco 51 CL. Alcune di queste sono varietà ben note, altre si presentano da pochi anni agli occhi dei produttori, come ad esempio gli ibridi (CL XL 745, Inov CL e Ecco 51 CL) che presentano notevoli diversità dal resto dei risi a causa di una grande capacità di accestimento e di crescita anche nelle zone  meno vocate alla risicoltura.

Ci si è quindi spostati nella corte della Motta dove, minacciati dalla pioggia, hanno preso la parola i rappresentanti delle associazioni presenti. Il primo è stato l’assessore alla caccia e alla pesca della Provincia di Novara, Stefano Zanzola, che ha trattato l’argomento lotta alla nutria e al cinghiale dicendo che si stanno istruendo anche le forze dell’ordine per aiutare gli agricoltori in questa problematica. È stato, dunque, il turno del dottor Mottini, presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi di Piemonte e Valle d’Aosta, il quale ha ricordato come gli agronomi siano pronti a confrontarsi con le nuove tecnologia e metodi colturali e consigliato un maggiore uso di questa risorsa anche in virtù della relativa misura PSR, poco attuata in Piemonte come nel resto d’Italia, che prevede fondi per gli utilizzatori di tecnici specializzati nella coltivazione. Il Collegio dei Periti Agrari, rappresentati da Ezio Bovio, si è unito alla riflessioni di Mottini.

È stato dunque passato il microfono al presidente di Ente Risi, Paolo Carrà. “L’andamento della campagna è sotto gli occhi di tutti. Sul futuro siamo ottimisti – ha detto – in quanto vi sono migliaia di ettari in meno a riso e ciò, anche se non è propriamente una buona notizia per il comparto, farà, presumibilmente, alzare i prezzi nei prossimi mercati. Circa la clausola di salvaguardia, tanto attesa e discussa dal 2013 ormai, quando venivamo addirittura presi in giro sull’argomento, si stanno facendo grossi passi avanti; la Commissione Europea, in seguito alle ultime ispezioni, si è resa conto dell’impossibilità di sostenere la produzione locale in presenza delle importazioni a dazio zero. Rimane, però, l’annoso problema della frammentazione dell’offerta nel nostro settore, che indebolisce di molto i nostri mercati, gestiti da troppe teste e disorganizzati. Bisogna che gli attori di filiera, tutti insieme, si siedano ad un tavolo di confronto nel tentativo di creare una filiera più omogenea e capace di gestire meglio l’oscillazione dei prezzi, senza farsi la guerra. Conosco molti settori produttivi e posso assicurare che la risicoltura è il più problematico sotto questo aspetto. Per poter competere dobbiamo creare un mercato impostato in modo innovativo e non ancorato a idee passate.”

Per la Cia ha parlato invece l’ingegner Giuseppe Rosso che ha sottolineato la mancanza di principi attivi da cui è scaturita una maggiore infestazione diffusa nelle risaie, per poi confermare riflessione di Carrà dicendo: “La nostra è un’organizzazione di vendita primordiale e i problemi di confronto non sono solo tra gli agricoltori, in quanto anche le associazioni del settore spesso hanno idee differenti, rallentando i processi decisionali per assenza di collaborazione.”

Successivamente la padrona di casa, Paola Battioli, presidente di ConfAgricoltura Novara, ha chiuso la carrellata di interventi ringraziando tutti per l’ottima riuscita della 31esima edizione dell’evento e dicendo: “la clausola di salvaguardia deve essere l’obbiettivo degli sforzi politici di ogni associazione fino all’ottenimento. L’impegno deve essere di tutti anche perché ci troviamo ad affrontare un numero sempre più ingente di problemi; ad esempio subiamo le decisioni istituzionali in materia di eco sostenibilità, lontane dalle esigenze risicole. Sono d’accordo con chi mi ha preceduto nel dire che bisogna collaborare di più e meglio, anche il tavolo di confronto annunciato dal presidente Carrà, se fatto, dovrà essere organizzato con oculatezza.” (Vedi le video interviste degli agricoltori che hanno organizzato le prove per l’Ente Risi) Autore: Ezio Bosso

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