A CHI CONVIENE L’EXPO?

FacebookLinkedinTwitterWhatsAppPrintEmailRitardi di maturazione e incubo brusone, ma anche i prezzi crollati e la Pac che li seguirà a ruota: non è il momento migliore per chiedere ai risicoltori italiani...
paolo carràRitardi di maturazione e incubo brusone, ma anche i prezzi crollati e la Pac che li seguirà a ruota: non è il momento migliore per chiedere ai risicoltori italiani di investire in promozione. Eppure, l’occasione “mondiale” è lì che aspetta di essere colta e allora ecco che scatta l’appello. E’ quello dell’Ente Risi che incita i risicoltori privati ad aderire al bando emesso da Expo 2015 per la fornitura e la vendita in esclusiva di riso all’interno del padiglione Italia dal 1° maggio al 31 ottobre 2015.
Lo fa a mezzo stampa: «Un’occasione da cogliere al volo per grandi e piccoli imprenditori locali», tuona il presidente di Ente Risi, Paolo Carrà (foto piccola) stamane su un giornale vercellese. Incita i suoi colleghi risicoltori e i piccoli industriali risieri a non lasciare mano libera ai grandi gruppi: «È un’occasione unica per il territorio, ma sicuramente le grandi industrie del riso ci stanno già facendo un pensierino. L’ideale sarebbe che i marchi dop, igp, piccoli e grandi imprenditori locali si presentassero insieme facendo rete» dichiara Carrà, aggiungendo: «Tutti dicono che bisogna essere protagonisti all’Expo. Bene, adesso alle parole facciano seguire i fatti».
Conclusione polemica verso chi – come la Coldiretti – ha accusato l’Ente Risi, in questi mesi, di non fare abbastanza per la promozione del riso italiano e di non aver saputo gestire la partita dell’Expo, che presenterà il nostro prodotto in tono minore, confuso tra le tante filiere agroindustriali. Accusa un filino ingenerosa: l’Ente Risi non poteva moltiplicare i pani e i pesci necessari per saziare la società dell’Expo che per le “vetrine” più importanti della manifestazione richiedeva investimenti da capogiro e, a quanto ci viene riferito, nessuno si è fatto avanti per dargli una mano. Sassolini (nelle scarpe) a parte, l’appello di Carrà è un po’ ardito. Per far assaggiare il proprio riso ai milioni di turisti che visiteranno il «Padiglione Italia» e usare il proprio marchio nei ristoranti del padiglione e affiancarlo a quello ufficiale dell’Expo 2015 nei gadget, nelle confezioni di riso, ecc. chi si aggiudicherà la fornitura (che avverrà anche sulla base di altri parametri quali la qualità e il piano di comunicazione) dovrà versare a Expo un contributo minimo di 200mila euro più Iva. In altri tempi, ci sarebbe stata la coda di imprese a quest’asta. Ma in altri tempi c’era un altro credito, c’era un’altra Pac, c’erano altri fatturati e c’erano altri utili. In altri tempi, gli imprenditori del riso facevano altri conti: la promozione era vissuta come un atto di fede e non come una scienza esatta.
Oggi, non vi è impresa che non si chieda quale sia il ritorno effettivo del capitale rischiato e l’Expo non è in grado di garantire nulla. Non è il solo, beninteso: è numerosa la compagnia di giro che propone alle imprese investimenti sostanziosi promettendo di diffonderne il messaggio su giornali e dépliant che non vengono realmente postalizzati o distribuiti, oppure nell’ambito di “eventi” dei quali nessuno si preoccupa mai di quotare l’impatto promozionale. Il problema dell’Expo è sicuramente più complesso: l’efficacia di un palcoscenico mondiale con venti milioni di visitatori attesi è indubbia per un partner primario, non lo è per una comparsa, tenuta ben lontana dai riflettori.
L’investimento caldeggiato dall’Ente Risi può dunque avere un ritorno, ma ciò dipende dalle condizioni reali della visibilità promessa da Expo al fornitore di riso e dalle condizioni strutturali dell’investimento promozionale: in breve, una grande industria nazionale che distribuisse milioni di risotti fumanti con il proprio logo verrebbe immediatamente riconosciuto da una percentuale importante di quei consumatori e acquisirebbe notorietà presso gli stranieri, avendo già affrontato costi di avviamento e di mantenimento del brand che sono invece insostenibili per un piccolo o medio produttore, la cui presenza all’Expo, sul piano promozionale, rischierebbe di “passare” come una meteora. Insomma, siamo d’accordo con Carrà sull’importanza della “réclame”, ma poi ciascuno deve far bene i propri conti. Per scaricare il bando: http://www.expo2015.org/it/avviso-pubblico-fornitura-e-commercializzazione-riso-padiglione-italia (09.08.14)
Categorie
Risicoltura
Avvertenza importante
ATTENZIONE! Usare i prodotti fitosanitari con precauzione. Prima dell’uso leggere sempre l’etichetta e le informazioni sul prodotto. Si raccomanda inoltre di porre la dovuta attenzione alle frasi ed ai simboli di pericolo che figurano nell'etichetta ministeriale. Prima di utilizzare qualunque tipo di prodotto, accertatevi che sia autorizzato all'uso nel vostro Paese e ricordate che l'unico responsabile del corretto uso dei prodotti e servizi è l'utilizzatore finale, che è tenuto ad attenersi alle indicazioni d'uso riportate sui prodotti e servizi stessi. Le informazioni riportate su questo sito in relazione a qualsiasi prodotto o servizio hanno puramente valore divulgativo e non rappresentano in alcun modo un invito all'acquisto.

ARTICOLI CORRELATI