INSTABILITA’ STABILE

prezzi

Quotazioni stabili a Milano e Mortara, dove le variazioni si limitano a ritocchi isolati. Araldo guadagna 1 €/q a Mortara, salendo a 36 €/q lordi, mentre a Milano il Vialone Nano classico sale a 52 €/q lordi. L’offerta resta debole ai prezzi attuali, ma la domanda sembra non volersi esporre. Le riserie acquistano senza richiedere merce in alcun comparto, con meno slancio per lunghi A da parboiled. I trasferimenti calano ancora (VEDI), fermandosi a 26.778 tonnellate in sette giorni, livello deficitario per un collocamento agevole. Intanto le importazioni crescono dell’11% da inizio campagna, nonostante i costi elevati del prodotto estero.

PREZZI STABILI, OFFERTA DEBOLE E IMPORT IN CRESCITA

Le sedute di Milano e Mortara confermano la stabilità osservata nelle ultime sedute (LEGGI), con un’unica lieve variazione per piazza. A Mortara l’Araldo guadagna 1 €/q e arriva a 36 €/q lordi, ma gli scambi restano fattibili anche a 37, come a inizio settimana. Discorso valido non solo per questa varietà ma per tutti i tondi generici nonostante la voce “Omega CL” resti stabile. A Milano sale il massimo del gruppo Vialone Nano, relativo alla varietà classica, che raggiunge i 52 €/q lordi. Nel gruppo Carnaroli il prezzo proposto a Milano, 75 €/q lordi per Classico e 65 per i similari, appare quello di riferimento, mentre a Mortara la varietà capostipite resta leggermente più bassa.

I trasferimenti calano ancora su base settimanale, fermandosi a 26.778 tonnellate in sette giorni, livello deficitario per un collocamento agevole. Gli operatori riferiscono che le riserie acquistano e ritirano rapidamente. La reticenza dell’offerta a vendere sembra quindi influenzare anche i ritmi di ritiro.

Un dato in controtendenza arriva dalle importazioni. Secondo Ente Risi, da inizio campagna crescono dell’11% rispetto allo scorso anno. La crescita avviene nonostante il rincaro della materia prima e dei noli di trasporto. Sui mercati asiatici i prezzi all’esportazione hanno toccato i massimi da due anni. Il thailandese 5% rotture è quotato 490-495 dollari a tonnellata, il vietnamita 480-490, sostenuti da inondazioni in Thailandia, timori legati a El Niño e acquisti filippini. L’India, invece, scende a 382-386 dollari per il parboiled, grazie ai nuovi arrivi di risone. Il quadro globale è in contrazione. Usda e Fao prevedono un calo produttivo, mentre nelle Filippine i prezzi al dettaglio sono saliti del 21% in ottobre.

PEZZONI: «SENZA UNITÀ TRA INDUSTRIA E PRODUTTORI, IL RISCHIO È CHE FALLISCANO ENTRAMBI»

Sulla fase di incertezza che attraversa il mercato interviene Stefano Pezzoni, mediatore di Reschiriso e consigliere FIMAA Milano. «Se da una parte ci sono tensioni per cercare di aumentare le quotazioni dei risoni, dall’altra c’è resistenza da parte delle riserie, che a prezzi più elevati non trovano facilità di collocamento del riso. Aumentare i risoni significa bloccare quei piccoli segnali positivi di vendita di riso bianco in Europa che si stavano manifestando. I mercati mondiali di recente stanno registrando un aumento dei costi della materia prima e del trasporto e questo ha ridotto la differenza di prezzo tra il prodotto nostrano e quello extracomunitario. Tuttavia, rimane un vantaggio economico che porta i grossi importatori europei a prediligere il riso extra Ue, nonostante l’aumento dei costi di trasporto oltre che della materia prima.

Se il prezzo del prodotto nazionale salisse nuovamente, quel margine si allargherebbe e il collocamento tornerebbe ad essere difficile per il prodotto destinato ai mercati globalizzati, che è una larga parte della produzione nazionale. Questo ci porterebbe nuovamente ad avere giacenze elevate in primavera, causando un nuovo crollo dei prezzi del risone. L’unica soluzione è lavorare di più insieme, industria e produttori. non possiamo più permetterci di farci del male all’interno della filiera, rischiamo di fallire entrambi. Nel contesto attuale di mercato anche le riserie navigano a vista. Molti acquisti vengono fatti a prodotto già venduto. Si compra il riso che serve per far fronte a ad un contratto di vendita già certo, senza più far magazzino. Sono poche le industrie che hanno la forza finanziaria di mettersi a casa il riso che non hanno ancora venduto».

APPUNTAMENTO IL 24 NOVEMBRE ALLA GRANARIA

Questi temi, come annunciato di recente su Riso Italiano (LEGGI), saranno al centro dell’incontro «Il raccolto del riso 2026/27: prime impressioni», che lo stesso Pezzoni coordinerà martedì 24 novembre alle 11.00 all’Associazione Granaria di Milano, con gli interventi di Roberto Magnaghi e Marco Romani dell’Ente Nazionale Risi e di Mario Francese, presidente di AIRI. «È la prima occasione ufficiale sulle prime impressioni. Sarà il momento per fare il punto della situazione in un contesto dove si parla di commercio». Autore: Ezio Bosso

Nuova ricerca

Iscriviti alla nostra Newsletter e al servizio Whatsapp!

Informativa sulla Privacy

Informativa sulla Privacy - WhatsApp

Cliccando "Accetto le condizioni" verrà conferito il consenso al trattamento dei dati di cui all’informativa privacy ex art. 13 GDPR. 

* Campo obbligatorio

Questo campo è obbligatorio.

Articoli correlati

ACCONTI LOMBARDI PAC 2026
CONTRIBUTO GASOLIO
PREZZI FANTASMA
SEMBRA ITALIA MA E’ CINA
ECCO Il PIANO DI EST SESIA
EIMA DELLA COMPONENTISTICA
RISAIE SOTTO I PANNELLI

Leggi anche: