COLDIRETTI IN SOCCORSO DI FANFANI

Nel giorno in cui la confederazione nazionale attacca frontalmente il presidente del Copa Massimiliano Giansanti per aver preso una posizione diversa dalla sua sulla condizionalità sociale e aver appoggiato Food4All, «un progetto di ricerca e innovazione nel settore agroalimentare dietro al quale si nasconde la volontà di subordinare le priorità dell’agricoltura europea agli interessi dell’industria alimentare», la confederazione pavese prende una posizione contraria a quella dell’Unione agricoltori sul futuro di Est Sesia. Lo fa con un comunicato stampa che non offre particolari dettagli su cosa vorrebbe ma si limita a chiedere di «fare chiarezza sugli obiettivi di rilancio»; «rispondere più velocemente e in maniera più efficace alle esigenze degli agricoltori»; «una gestione strategica delle risorse idriche per tutelare il lavoro e il reddito delle aziende agricole»…  Il ragionamento conduce a un solo punto: Fanfani – e non il prossimo presidente eletto dagli agricoltori, perchè il nodo della questione è proprio questo – deve procedere a «una revisione dello Statuto che garantisca maggiore equità contributiva e partecipativa a tutti i consorziati, attraverso regole più moderne, equilibrate e rispondenti alle attuali esigenze del mondo agricolo. Invitiamo pertanto con forza il commissario Fanfani ad accelerare il percorso di revisione dello Statuto promuovendo un confronto costruttivo e condiviso, affinché questa fase rappresenti una concreta opportunità di rinnovamento e di rilancio del Consorzio». Quando Coldiretti parla di «percorso condiviso», peraltro, non si riferisce a un confronto unitario tra i sindacati agricoli e l’architetto della riforma – che avrebbe già un nome e un cognome, quello di Paolo Baccolo, a lungo dirigente della Regione Lombardia e oggi, a quanto ci risulta, superconsulente di Est Sesia – in quanto sono anni che la più grande organizzazione agricola rifiuta di collaborare con le altre. Insomma, un atto politico di schieramento che consiste nel far sapere ai governatori di Piemonte e Lombardia che questa parte del mondo agricolo non si metterà di traverso ad una riforma decisa dal Commissario scelto dagli assessori regionali all’agricoltura (nella foto, a destra e sinistra), entrambi espressione di Fratelli d’Italia.




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