Pochi giorni fa, il commissario Ettore Fanfani ci chiedeva di non prestar fede alle voci che girano sul bilancio di Est Sesia e sui licenziamenti in corso. Ora però gli chiediamo come valuti questo comunicato stampa dell’Unione agricoltori di Pavia (presieduto da una imprenditrice agricola che porta il nome di un grande gruppo risiero e diretto da un esperto di irrigazioni, che ad Est Sesia ha lavorato) che accusa l’autorevole tecnico – espressione delle Regioni Piemonte e Lombardia e quindi della politica, intesa ai suoi massimi livelli istituzionali – di sottrarre agli agricoltori il controllo del “loro” consorzio. Naturalmente attendiamo la risposta di Fanfani. (AVVISO)
«Nata nel 1922 grazie all’iniziativa degli agricoltori del territorio e all’impegno dell’ingegnere Giuseppe Garanzini, l’Associazione Irrigazione Est Sesia rappresenta una delle più importanti realtà irrigue d’Italia. Un’esperienza straordinaria di associazionismo agricolo, nata dalla consapevolezza che soltanto attraverso l’unione e la gestione condivisa dell’acqua fosse possibile garantire lo sviluppo e la prosperità dell’agricoltura. Dal 1926 opera come consorzio irriguo, gestendo un immenso patrimonio di canali e infrastrutture idrauliche, a partire dal Canale Cavour. Oggi il suo comprensorio si estende su oltre 334.000 ettari tra Piemonte e Lombardia, di cui circa 210.000 appartenenti allo storico territorio irriguo novarese-lomellino. Una realtà costruita dagli agricoltori, per gli agricoltori, che da oltre un secolo rappresenta un pilastro fondamentale dell’economia agricola e dell’identità del territorio.
Est Sesia è stata commissariata dal 1° gennaio 2025 per decisione congiunta delle Regioni Lombardia e Piemonte, con la motivazione di alcune problematiche di natura economica e gestionale. Alla guida del Consorzio è stato nominato l’ingegner Ettore Fanfani, con il compito di riequilibrare la situazione finanziaria e riorganizzare la gestione dell’ente
Nel 2026 è stata inoltre prevista la possibilità di prolungare il commissariamento per completare il risanamento.
Se non che nelle ultime settimane sulla stampa è stata riportata la volontà del Commissario di Est Sesia di riscrivere sia lo Statuto di Est Sesia che il Regolamento elettorale. Una volontà non condivisibile nel metodo e nel merito per una complessa serie di motivazioni.
La storia di Est Sesia coincide con la storia degli agricoltori che, nel corso dei secoli, hanno saputo organizzarsi, investire e assumersi la responsabilità della gestione della risorsa più preziosa per le imprese agricole e per tutto il territorio: l’acqua. Non si tratta soltanto di un patrimonio infrastrutturale o amministrativo, ma di un modello unico di autogoverno che ha consentito la trasformazione di vaste aree della pianura in uno dei sistemi agricoli irrigui più produttivi ed efficienti d’Europa.
Il valore di Est Sesia risiede proprio nella capacità degli agricoltori di essere protagonisti delle scelte che riguardano il territorio. Le reti irrigue, la manutenzione delle opere, la distribuzione dell’acqua e la tutela dell’ambiente sono state rese possibili grazie all’impegno diretto di generazioni di imprenditori agricoli che hanno sempre operato con una visione di lungo periodo.
In questo percorso storico assume un significato particolare il Canale Cavour, una delle più grandi opere idrauliche realizzate nel nostro Paese. La sua costruzione non rappresentò soltanto una scelta strategica per lo sviluppo agricolo del Nord Italia, ma anche una concreta forma di compensazione e ristoro verso il territorio e le comunità lomelline che avevano subito pesanti conseguenze a causa degli eventi bellici e delle trasformazioni che accompagnarono la costruzione dell’Unità d’Italia. Il Canale Cavour divenne così un’infrastruttura capace di generare ricchezza, garantire stabilità produttiva e restituire prospettive di crescita a un territorio che aveva contribuito in modo determinante alla storia nazionale.
Ancora oggi quell’opera testimonia come i grandi risultati siano stati raggiunti quando le istituzioni hanno riconosciuto il ruolo centrale degli agricoltori e la loro capacità di gestire in modo efficace le risorse del territorio.
Per questa ragione il dibattito sullo Statuto non può prescindere da un elemento fondamentale: lo Statuto di Est Sesia deve essere scritto dagli agricoltori. Non per una rivendicazione corporativa, ma per una ragione storica, funzionale e democratica. Sono gli agricoltori i soggetti che hanno dato origine al sistema, che ne sostengono quotidianamente il funzionamento e che ne conoscono esigenze, criticità e prospettive di sviluppo. L’art. 14 dell’attuale Statuto riporta “L’ordinamento del Consorzio e la determinazione dei suoi Organi istituzionali mirano a favorire la più larga partecipazione dei Consorziati alla gestione consortile in tutte le sue articolazioni, in attuazione del principio di sussidiarietà, nel rispetto e nella valorizzazione delle secolari tradizioni di autogoverno locale dell’irrigazione e facendo salvi comunque i criteri di equità e di efficienza nella gestione delle attività istituzionali del Consorzio stesso” andando a prevedere come ogni riscrittura di atti costitutivi debba obbligatoriamente prevedere il coinvolgimento attivo dei consorziati.
La revisione dello Statuto non deve essere la scelta di pochi ma un percorso partecipato e condiviso da tutti i consortisti. Non si devono usare le difficoltà transitorie per snaturare la storia di Est Sesia cambiandone i fattori costitutivi.
Qualsiasi evoluzione del Consorzio, che nasce di diritto privato, deve quindi preservare il principio dell’autonomia e della rappresentanza effettiva di coloro che hanno costruito e mantenuto questo patrimonio collettivo. Difendere il ruolo degli agricoltori non significa conservare il passato, ma costruire il futuro e affrontare con competenza le sfide poste dai cambiamenti climatici e dalla gestione sostenibile e innovativa della risorsa idrica». Autore: Unione agricoltori di Pavia




