COME GESTIRE L’EQUILIBRIO DEL SILOS

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Secondo appuntamento con Franco Sciorati e il suo speciale sull’essicazione!

Una volta completata la fase di essiccazione e versato il cereale all’interno dei silos di stoccaggio, si potrebbe erroneamente pensare che il prodotto abbia raggiunto una condizione di definitiva stabilità. In realtà, la massa di risone stoccata non rimane affatto inattiva. Il riso è un materiale biologicamente vivo ed estremamente igroscopico: tende cioè ad attivare uno scambio continuo di vapore acqueo con l’aria presente negli spazi intergranulari, al fine di raggiungere uno stato di equilibrio dinamico noto come EMC, Equilibrium Moisture Content o Equilibrio Igroscopico.

Capire le leggi fisiche che governano il comportamento del risone all’interno dei silos è la condizione fondamentale per prevenire gravi perdite qualitative durante i mesi invernali e primaverili.

LA DINAMICA DELL’EQUILIBRIO IGROSCOPICO (EMC)

L’interazione tra la granella e l’aria contenuta tra i chicchi si sviluppa secondo precise direttrici:

  1. Ambiente con Aria Umida: Se l’aria presente tra i chicchi manifesta un’elevata umidità relativa, la natura igroscopica del risone lo spinge ad assorbire molecole d’acqua dall’ambiente, innalzando progressivamente il proprio tasso di umidità interna oltre le soglie di sicurezza.
  2. Ambiente con Aria Secca: Al contrario, quando la massa è immersa in un volume d’aria caratterizzato da una bassa umidità relativa, il riso cede umidità verso l’esterno, tendendo ad asciugare ulteriormente.

Tuttavia, anche quando un lotto di risone viene stoccato con un livello di umidità perfettamente omogeneo all’origine, intervengono fattori fisici esterni capaci di alterare profondamente questa stabilità iniziale.

MICROCLIMA DEL CLIMA E MOTI CONVETTIVI

Le pareti metalliche o in calcestruzzo dei silos fungono da conduttori termici e reagiscono visibilmente alle variazioni della temperatura atmosferica esterna. Queste differenze di temperatura tra l’ambiente esterno e il cuore della massa accumulata innescano pericolosi moti convettivi d’aria all’interno della struttura, provocando il fenomeno della migrazione dell’umidità.

  • La Dinamica Invernale: Durante la stagione fredda, le pareti esterne del silos si raffreddano bruscamente a causa delle basse temperature ambientali. L’aria presente all’interno del cumulo – mantenendosi più calda al centro della massa – tende spontaneamente a risalire verso l’alto. Durante questa risalita, l’aria calda si carica dell’umidità sottratta ai granelli del centro. Quando questa corrente ascendente incontra la sommità fredda della struttura, subisce un repentino raffreddamento che porta l’aria al punto di rugiada o dew point. Il vapore acqueo si condensa direttamente sugli strati superiori del risone, provocando un aumento drastico dell’umidità superficiale. Si forma così il temutissimo “cappello”, una crosta di riso impregnata d’acqua esposta a un rischio imminente di muffe e marcescenze.
  • La Dinamica Estiva: Nella stagione calda il processo si inverte completamente. Il forte irraggiamento solare riscalda le pareti esterne del silos. L’aria calda scende lungo le pareti ed entra nell’intercapedine del fondo, spingendo la migrazione dell’umidità verso la base e il cono di scarico della struttura, creando zone di accumulo idrico invisibili dall’alto.

COSTI OPERATIVI DELLA MOVIMENTAZIONE E RIFERIMENTI TERRITORIALI

Per contrastare la migrazione dell’umidità e prevenire la formazione del “cappello”, la prassi consolidata prevede il riciclo della massa o il suo travaso temporaneo in un’altra cella. Queste operazioni movimentano ingenti volumi di cereale ed è necessario valutare attentamente la sostenibilità economica.

Per quantificare i costi di tali interventi, le aziende risicole fanno riferimento alle pubblicazioni tecniche e ai prontuari agromeccanici delle principali aree risicole d’Italia:

  • Nei territori compresi tra le province di Pavia, Novara e Vercelli, i tariffari di settore (emessi da CAI Agromec Pavia, APIMA Novara e APIMA Vercelli) specificano i costi orari o a quintale per i trasferimenti aziendali, il funzionamento delle coclee e il nastro trasportatore.
  • Le strutture di stoccaggio “conto terzi” e i magazzini di deposito applicano altre tabelle di servizio. Per le operazioni di riciclo si applicano tariffe a tonnellata o con determinazioni orarie per singola movimentazione. A queste si aggiungono i costi per le analisi di laboratorio sul prelievo di campioni da silos e la determinazione dell’umidità, indispensabili per monitorare l’evoluzione della massa.

Risoitaliano.eu ha sempre sostenuto l’importanza della prevenzione strutturale: l’isolamento termico della sommità dei silos e l’impiego di aeratori a tetto rappresentano investimenti capaci di ripagare rapidamente il loro costo, abbattendo la necessità di frequenti e costosi ricicli della granella. Autore: Franco Sciorati

Sull’argomento “essiccazione” Franco Sciorati ha pubblicato questo articolo! 

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