COSA FARE PRIMA DI ESSICCARE

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Riso Italiano propone un dossier suddiviso in più articoli per indagare uno dei processi fondamentali post raccolta: l’essiccazione.

Si raccoglie. E si essicca il risone. L’obiettivo primario di qualsiasi operazione di essiccazione risiede nella riduzione graduale e omogenea dell’umidità interna del granello, portandola dai valori di raccolta, in genere compresi tra il 18% e oltre il 25%, a una soglia di sicurezza prestabilita, in genere tra il 13 e il 14%. 

Pianificare con estrema precisione la durata prevista per lo stoccaggio permette al risicoltore di calcolare il target esatto di umidità da raggiungere durante la fase di essiccazione. Questa programmazione è essenziale: effettuare correzioni successive su masse già stoccate si rivela un’operazione estremamente complessa, oltre che economicamente onerosa. La regola aurea dell’immagazzinamento recita che più si intende prolungare la permanenza del risone all’interno delle strutture di stoccaggio, minore dovrà essere il suo valore di umidità al momento del riempimento dei silos.

LE IMPLICAZIONI ECONOMICHE E I RIFERIMENTI TARIFFARI DEL CONTOTERZISMO

I costi legati alle operazioni di essiccazione, movimentazione e stoccaggio variano considerevolmente in base al tipo di impianto utilizzato, ad esempio impianti continui, a ricircolo o a flusso incrociato  e alle fonti energetiche impiegate (gasolio, GPL, biomasse). Per avere un quadro orientativo preciso di questi oneri e per disporre di parametri ufficiali nelle contrattazioni, gli operatori del settore fanno costante riferimento ai prontuari di categoria emanati dalle associazioni provinciali degli agromeccanici.

Analizzando il panorama del Triangolo d’Oro del riso (Pavia, Novara, Vercelli), emerge chiaramente la struttura dei costi per l’agricoltore:

  • Provincia di Pavia: il riferimento istituzionale è rappresentato dal tariffario fornito dall’Associazione Motoaratori / CAI Agromec – Pavia e Provincia. I prontuari provinciali fissano le condizioni standard per la lavorazione del risone secco ed umido, quantificando i costi di essiccazione sia a quota fissa per quintale, sia con maggiorazioni scalari per ogni punto percentuale di umidità estratto.
  • Province di Novara e Vercelli: i riferimenti ufficiali delle associazioni territoriali dei contoterzisti (A.P.I.M.A. Novara / APIMA Vercelli e coordinamenti UNCAI) stabiliscono tariffe per l’essiccazione del risone con pesatura del prodotto verde. Tali prontuari distinguono nettamente tra lavorazioni eseguite con essiccatoi fissi da centro aziendale ed essiccatoi mobili da campo, introducendo altresì specifici costi mensili per lo stoccaggio in silos espresso in €/quintale.

A questi parametri privati si affiancano i tariffari dei servizi erogati dalle strutture pubbliche e di servizio al settore. Consultando le schede e i dati presenti diffusi dall’Ente Nazionale Risi

, i costi operativi di gestione della massa vengono definiti con estrema precisione: dalle spese di “entrata” (che comprendono pesatura e caricamento per caduta nelle celle) ai costi di “uscita”, fino alle spese orarie o per tonnellata per le operazioni di riciclo della massa movimentata.

LA DIAGNOSTICA PREVENTIVA PER EVITARE PEDITE DI VALORE

L’essiccazione non deve essere considerata come una mera rimozione d’acqua, ma come un trattamento termico calibrato che preserva la struttura cristallina del granello. Un’essiccazione condotta ad alte temperature o con ritmi troppo serrati provoca uno shock termico ed igrometrico che porta alla formazione di micro-fessurazioni interne alla cariosside. Tali lesioni non appaiono visibili sul risone grezzo, ma si manifestano drammaticamente durante la fase industriale di sbiancatura, generando un’elevata percentuale di riso spezzato e deprezzando enormemente il valore commerciale del lotto. 

Una gestione consapevole del post-raccolta inizia quindi con un’attenta analisi iniziale: misurazione del grado di umidità, valutazione delle impurità e impostazione del diagramma di essiccazione in funzione della varietà. Alcune varietà richiedono temperature di essiccazione più basse di altre. Autore: Franco Sciorati

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