OTTOBRE DI RIBASSI

Raccolto

Con il raccolto nel vivo, le prime quotazioni ufficiali confermano il tema di fondo della scorsa campagna: gran parte dei prezzi resta al di sotto della remuneratività per i produttori. I listini risultano ormai del tutto compilati, con poche eccezioni. Novara propone primi prezzi a 40 €/q lordi per i gruppi Ribe, S. Andrea, Baldo, Roma e per il tondo Centauro. Selenio si quota 45 €/q lordi, con lunghi B e Araldo a 35. Il gruppo Arborio è a 55 €/q lordi e Carnaroli si quota tra i 68 di Classico ed i 63 dei similari.

A Vercelli la seconda quotazione propone le stesse valutazioni con le eccezioni dei gruppi Arborio e Carnaroli, invariati rispetto alla prima valutazione di sette giorni fa (60 €/q lordi per Arborio, 65-70 per Carnaroli) ma con la dicitura “scambi limitati”.

BILANCIO IN ROSSO, INCOGNITE APERTE

Il richiamo è al bilancio dell’azienda risicola pubblicato su RisoItaliano.eu (LEGGI). Secondo gli esperti dell’Associazione dei Dottori in Scienze Agrarie e Forestali di Vercelli e Biella, con un prezzo medio di 47,1 €/q nemmeno le aziende da 150 e 300 ettari chiudono in attivo, mentre per quelle di dimensioni inferiori tra 50,9 e 63 €/q viene stabilito il prezzo di turnover. Le quotazioni lorde allo scambio, proposte a listino e confermate dai mediatori, risultano lontano da tali cifre in pressoché ogni comparto. Si riferisce anche di distinzioni tra ritiro normale e sotto raccolto, con differenze di 2-3 €/q rispetto al prezzo massimo a listino per chi necessiti di trasferimento immediato.


Ancora molte incognite sulle produzioni, con piemontesi più ottimisti e lombardi meno dopo i primi essiccatoi riempiti. Anche riguardo alle rese si vociferano i valori più disparati e per certe varietà si parla di chicchi più piccoli del consueto. Pesano le semine eccessive dei tondi, soprattutto per Araldo PV. Molte incognite sull’effetto dei fenomeni atmosferici. Allerta per la presenza di metalli pesanti, con la diffusa richiesta di analisi per la vendita del risone.

SERVE TRASPRENZA

Interessante l’iniziativa di Coldiretti Vercelli-Biella, che chiede di rendere pubblica la filiera del riso importato. «Vogliamo sapere chi importa, da dove arriva il prodotto, quali quantitativi entrano e chi li acquista», dichiara il presidente Roberto Guerrini. Un’iniziativa da apprezzare, da estendere. Oltre alle importazioni, servono dati più chiari sul prodotto realmente venduto, non solo trasferito, e suddivisioni delle disponibilità e delle superfici in gruppi ben definiti ed aderenti al panorama varietale in essere, non raggruppamenti poco rappresentativi.
Più trasparenza permetterebbe scelte consapevoli e una filiera più organizzata, senza imposizioni, con la massima libertà d’impresa e premiando chi gestisce l’attività agricola con consapevolezza. Una strada che appare più concreta, considerando che contratti di filiera, dazi e prezzi minimi sono difficilmente realizzabili nel contesto economico e politico attuale.

COPPO: «MERCATO RIBASSISTA PER ASSORBIRE L’OFFERTA ELEVATA

A fotografare la situazione del mercato è Benedetto Coppo, presidente di Confagricoltura Vercelli e Biella e della Commissione Prezzi di Vercelli: «Per adesso i prezzi non coprono i costi di produzione in molti comparti. Il mercato assorbe quello che viene offerto dai risicoltori, con le riserie che non hanno necessità di esporsi e per questo non sono disponibili a spendere più di quanto oggi a listino.

I produttori che vendono lo fanno per necessità, dovuta ad esigenze finanziarie o perché non c’è spazio in magazzino. Questa situazione potrebbe perdurare almeno per le prossime due o tre settimane, quando poi i raccolti, tempo permettendo, si avvieranno a conclusione. Vedremo successivamente cosa succederà. Se si chiudono i magazzini e l’offerta cala ai minimi, a quel punto capiremo la reazione dell’industria, anche in relazione a maggiori difficoltà nelle importazioni».

Sul mercato internazionale, Coppo richiama anche la decisione annunciata dal vertice di Ebro di interrompere gli acquisti di prodotto straniero, per favorire il prodotto Ue: «Questa è un’ottima notizia, vediamo se influirà anche sugli altri compratori. Riguardo al forte deprezzamento di Araldo ad incidere sono le abbondanti quantità immesse sul mercato, scaturite dal forte aumento nelle superfici seminate coadiuvate da produzioni ottime in molti casi». Autore: Ezio Bosso

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