Il consorzio Est Ticino Villoresi annuncia che da ieri sera alle 21 sarà riportata l’acqua alla rete del Naviglio Grande, sospesa per dissetare il Villoresi e la sua rete. Non solo. I metri cubi al secondo passeranno da 23,5 a 25 grazie alla deroga al deflusso minimo vitale accordata dalla Regione Lombardia.
LA DENUNCIA DI CONFAGRICOLTURA PAVIA
La situazione però resta critica e lo ricorda Confagricoltura Pavia in un comunicato stampa con cui annuncia che «la crisi idrica che sta colpendo la Lomellina e il Pavese ha raggiunto livelli di estrema gravità. Molti canali irrigui risultano ormai asciutti e, secondo le stime di Confagricoltura Pavia, tra i due territori mancano almeno 100 metri cubi al secondo di portata, proprio in una delle fasi più delicate per la coltivazione del riso. Le piante si trovano infatti tra la spigatura e la maturazione.
Il caldo intenso di queste settimane, sommato a circa 60 giorni senza precipitazioni e al pesante stress idrico, rischia di compromettere l’intera produzione stagionale. Le superfici potenzialmente coinvolte sono almeno 45.000 ettari coltivati a riso nella provincia di Pavia, primo territorio risicolo d’Europa. Le perdite potrebbero raggiungere il 50-60% dei raccolti, delineando uno scenario persino peggiore rispetto alla siccità del 2022. Il danno economico complessivo per il comparto risicolo pavese viene stimato in oltre 100 milioni di euro».
RIPENSARE LE STRATEGIE IRRIGUE
L’Unione pavese chiede tra l’altro di ripensare in profondità la gestione delle risorse idriche: «Confagricoltura Pavia indica tra le priorità la sommersione invernale delle risaie, la ricarica delle falde e una nuova programmazione dei serbatoi idroelettrici, destinando almeno il 20% dei volumi disponibili nel mese di giugno alle attività di soccorso dell’area irrigua padana». (Nella foto un campo colpito da siccità a Robbio, in Lomellina, nel 2022)
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