PREZZI SENZA FIDUCIA

scambi

Dopo la riapertura di venerdì a Mortara (LEGGI), tornano operative anche le borse merci piemontesi di Novara e Vercelli, ferme da quasi un mese. Le prime sedute del 2026 confermano il quadro di debolezza già emerso in Lombardia. Le variazioni proposte dalle commissioni prezzi ricalcano infatti, con alcune differenze, l’andamento osservato in Lomellina, colpendo soprattutto le varietà da risotto. La domanda si è mostrata selettiva, bendisposta all’acquisto di tondi e, soprattutto, lunghi A da parboiled. L’offerta appare sfiduciata dalle valutazioni, come emerge dalle parole di Giovanni Chiò.

I LISTINI SI ALLINEANO, CON LIEVI DIFFERENZE

Lunedì, alla riapertura della borsa merci di Novara, i prezzi si sono sostanzialmente allineati ai valori emersi lo scorso fine settimana. Il gruppo Roma si posiziona a 42 €/q lordi, Arborio tra 62 e 63, mentre il Carnaroli Classico viene fissato a 73 €/q lordi. Rispetto alla seduta precedente in Lombardia, cali più marcati riguardano il gruppo S. Andrea, che scende a 57 €/q lordi, e i similari di Carnaroli, quotati 60 €/q lordi. Prezzi analoghi per i similari del “re dei risotti” anche nella seduta di martedì a Vercelli. Qui la commissione prezzi propone però un listino differenziato su altre voci.

In particolare, il gruppo Roma e il gruppo Arborio arretrano ulteriormente, raggiungendo i livelli che già prima di Natale erano stati ventilati dagli operatori: rispettivamente 40 e 60 €/q lordi. Quotazione al contrario lievemente maggiore per Carnaroli Classico, proposto a 75 €/q lordi nella borsa di Piazza Zumaglini. Secondo gli operatori, le prime sedute dell’anno si sono aperte con un atteggiamento tutt’altro che positivo anche in Piemonte. Si è visto un numero di acquirenti inferiore rispetto agli ultimi mercati dello scorso anno. Le varietà acquistate con maggiore continuità sono i tondi e i lunghi A destinati al parboiled. Va tuttavia segnalato come, nella mattinata di martedì, i tondi siano stati oggetto di interesse da parte di un numero di acquirenti inferiore al consueto, a conferma di una domanda che si muove con prudenza e senza slanci.

RISICOLTORI SFIDUCIATI

«L’ulteriore calo dei prezzi, confermato in questo inizio di settimana, non fa che destabilizzare la fiducia che c’è nel mercato risicolo». Così Giovanni Chiò, presidente di Confagricoltura Novara. «Sono indicatori che vanno a demotivare in modo deciso gli agricoltori che intendevano seminare riso, perché a queste cifre diventa più conveniente seminare altre colture, come ad esempio il mais e pioppi. Ci sono equilibri che sono stati totalmente disattesi e soprattutto la fiducia delle aziende agricole nei confronti dell’industria è decisamente scarsa. Una fiducia che manca anche nei confronti del Governo, che sta dimostrando come il comparto produttivo non sia in cima alla scala di priorità. Al contrario si favoriscono gli interessi di settori che lavorano soprattutto sull’import-export, dimenticandosi di valorizzare il prodotto locale».

Il presidente di Confagricoltura Novara richiama inoltre il tema della reciprocità: «Non si tratta solo delle analisi sul prodotto confezionato, ma di valutare una sostenibilità economica dell’azienda risicola italiana e la sostenibilità di cui beneficia l’ambiente. Ciò soprattutto in funzione di protocolli di produzione molto più stringenti rispetto a quelli del Medio Oriente o dei Paesi del Mercosur». Da qui le preoccupazioni per il futuro: «Il mercato è in grave crisi dal mese di giugno scorso e le prospettive rischiano di peggiorare. 10 miliardi in più per l’Italia di fondi Pac, forse ottenuti come contropartita dai nostri rappresentati politici in cambio dell’accordo con il Mercosur, li considero una vera e propria presa in giro. Se si va ad analizzare a quali capitoli fanno riferimento queste somme, ci si rende conto che non vanno direttamente a sostenere il reddito agricolo».

Infine, Chiò richiama anche il tema dell’acqua e del deflusso ecologico, sottolineando come «per alcune derive ecologiste si rischia di perdere risorsa idrica fondamentale per l’irrigazione. In sostanza, ovunque ci si giri siamo in emergenza». Autore: Ezio Bosso

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