«Da Strasburgo un regolamento giusto e scientifico. Giornata memorabile per le TEA e per la ricerca scientifica che finalmente potrà raggiungere le filiere produttive. Il voto di oggi 17 giugno 2026 del Parlamento europeo archivia l’approccio restrittivo del secolo scorso nei confronti del miglioramento genetico vegetale, consentendo anche alla ricerca scientifica pubblica di contribuire in modo più efficace al sostegno dell’agricoltura italiana e alla ricerca di soluzioni per le difficoltà che colpiscono le nostre produzioni agricole».
Negli anni passati i ricercatori italiani hanno lavorato nonostante risorse finanziarie limitate e un quadro normativo a lungo caratterizzato da incertezze, continuando a sviluppare e sperimentare nuove soluzioni genetiche per l’agricoltura. Da oggi potranno farlo lavorando sull’intera filiera, portando le piante in campo e in commercio. Questo è un grande vantaggio per il nostro paese, che ha svolto un ruolo determinante nell’orientare il voto europeo verso un equilibrio tra innovazione e tutela ambientale, in linea con le indicazioni della ricerca scientifica e con le esigenze espresse dagli imprenditori agricoli nazionali».
Vittoria Brambilla (nella foto), ricercatrice dell’Università di Milano, capo del
progetto sul riso Tea resistente al brusone, commenta così la decisione del Parlamento europeo di approvare – oggi – il regolamento sulle nuove tecniche genomiche (Ngt-Tea), che punta a facilitare l’accesso a nuove varietà di piante selezionate inserendo o modificando geni della stessa specie. Non è transgenesi e non sono Ogm . Con le Tea saranno selezionati vegetali più resistenti ai cambiamenti climatici e ai parassiti.
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CAMBIA L’APPROCCIO
Cambia l’approccio europeo alla regolamentazione delle piante ottenute con tecniche genomiche: il criterio di valutazione non sarà più legato al metodo utilizzato per ottenerle, ma alle caratteristiche genetiche finali della pianta. Il regolamento introduce due categorie: la prima, indicata come Ngt-1, riguarda le piante con un numero e un tipo limitato di modifiche genetiche, ottenibili anche attraverso tecniche di selezione convenzionali. Per queste varietà è previsto un trattamento aurtorizzativo analogo a quello delle piante convenzionali.
La seconda categoria, Ngt-2, comprende invece le piante con modificazioni genetiche più ampie o complesse. Queste resteranno soggette alle norme sugli Ogm già in vigore e dovranno affrontare una valutazione del rischio e ottenere un’autorizzazione prima della commercializzazione. Le nuove regole si applicheranno sia alle produzioni sviluppate all’interno dell’Ue sia alle varietà importate. Dalle Ngt sono escluse le produzioni biologiche.
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