TANTO LAGO, PER ORA

riserve idriche
Il report dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche segnala che i livelli idrometrici dei grandi laghi del Nord, grazie a fusione nivale e piogge intense nonostante le temperature elevate, risultano ancora in linea con quelli medi storici, se non addirittura superiori come nel caso del Sebino; i valori di riempimento vanno da 80% del Verbano a 97,9% del lago d’Iseo (Benaco a 82,1% e Lario a 85,9%). (La risicoltura oggi ha una opportunità in più)

PIOVE POCO IN PIEMONTE

In Piemonte, le piogge di Maggio sono state del 44% più scarse del normale, mentre le temperature medie sono state superiori di 1,1 gradi. L’indice SWE (Snow Water Equivalent) ha registrato mediamente un deficit del 47%, raggiungendo -81% sulle aree meridionali della regione, -72% su quelle occidentali e -67% sulle settentrionali; positivo (+8%) è invece il bilancio nivale sul Piemonte orientale (fonte: ARPA Piemonte). Flussi in alveo estremamente esigui rispetto al consueto nei fiumi Tanaro (-76%) e Toce (-53%).

In Valle d’Aosta, a Maggio sono caduti solo 45 millimetri di pioggia, cioè il 60% in meno di quella, che cade abitualmente nel mese (fonte: Centro funzionale Regione Autonoma Valle d’Aosta). La portata della Dora Baltea registra uno scarto negativo del 63% ed i livelli idrometrici del torrente Lys risultano decrescenti.

LOMBARDIA E VENETO

La riserva nivale in Lombardia va rapidamente esaurendosi: a fine Maggio, in quota rimanevano poco più di 275 milioni di metri cubi d’acqua in forma di neve, vale a dire meno del 31% di quella, che dovrebbe esserci nello stesso periodo. Nel complesso il deficit di risorse idriche nella regione si attesta al 34,1% (fonte: ARPA Lombardia).

In Veneto, precipitazioni anche violente hanno parzialmente rigenerato i flussi in alcuni bacini, senza però riuscire a colmare l’enorme “gap”, che si era venuto a formare negli scorsi mesi siccitosi (Maggio -17%, Aprile -66%, Marzo -21% di pioggia): nell’Adige, principale fiume del Nordest e secondo in Italia, scorre il 61% in meno d’acqua, così come restano deficitare le portate negli altri principali corsi d’acqua della regione (Brenta -60%, Piave -55%, Bacchiglione -52%, Livenza -51%). Dopo una terza decade di Maggio risultata la più calda da almeno 36 anni, la riserva nivale veneta si è praticamente esaurita e poche chiazze bianche restano solamente al di sopra dei 2900 metri di altitudine (fonte: ARPA Veneto).

EMILIA ROMAGNA

In Emilia-Romagna, i fiumi appenninici continuano a registrare portate molto esigue, che per l’Enza risultano addirittura inferiori ai minimi storici. La diga piacentina di Molato contiene mln. mc.  7,45  d’acqua, pari al 93,6% della sua capacità, mentre quella di Mignano è piena al 76,6%.

Per quanto concerne il fiume Po, il tratto piemontese presenta portate in calo e nettamente inferiori alla media: a San Sebastiano si registra -74% sul consueto, mentre nell’Alessandrino il deficit è del 64%; in prossimità del delta, a Pontelagoscuro, la portata rilevata, pur in crescita, è del 48% inferiore alla media.

In Sardegna, infine, sono 1617,50 i milioni di metri cubi d’acqua, trattenuti dalle dighe: -54,33 milioni rispetto a Maggio, ma ciò nonostante gli invasi sono ancora pieni all’87,54%. Autore: Anbi

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