Nuovi ribassi nella mattinata di venerdì alle borse di Milano e Mortara per i lunghi B e i lunghi A da parboiled, che dopo la breve parentesi a 37 €/q lordi tornano a quota 35. Variazioni che erano già nell’aria martedì a Vercelli (LEGGI), dove i compratori avevano smesso di acquistare ai valori proposti in quella sede a listino, portando alla dicitura nominale. Cede anche il gruppo Sant’Andrea-Gloria, su livelli inediti per l’annata. Si conferma anche il passo avanti dei similari del Carnaroli, anche se pure in questo caso le prospettive di tenuta appaiono incerte.
SI TORNA A 35 €/Q MA I COSTI RESTANO ALLE STELLE
Il mercato resta caratterizzato da una domanda debole su pressoché tutti i comparti. L’offerta in alcuni casi si trova costretta a vendere, pur ritenendo i prezzi attuali decisamente al di sotto della remuneratività. Il ritorno a 35 €/q lordi per l’«indica» e il tipo Ribe rappresenta una vera tegola per i risicoltori, che vedono rientrare rapidamente i lievi apprezzamenti innescati dai recenti sviluppi geopolitici. Ciò mentre i costi, concimi e gasolio in primo luogo, continuano a mantenersi su livelli ben più elevati rispetto al periodo precedente al conflitto. Si registra inoltre il calo inedito a 38 €/q lordi del gruppo Sant’Andrea-Gloria. Un comparto in cui la produttività delle varietà è tutt’altro che elevata, a questi prezzi la perdita economica è ingente.
L’unico rialzo, relativo ai similari del Carnaroli, arriva proprio nel giorno in cui buona parte dei compratori di tale varietà, dopo la breve parentesi in cui aveva speso 65 €/q lordi, è tornata a offrire 60. Almeno una riseria disposta a pagare 65 era però ancora presente, stando alle indicazioni degli operatori. Si registrano inoltre nella sede di mercato della Lomellina due voci nominali. Selenio, per il quale i 65 €/q lordi sembrano in discussione, e Vialone Nano e similari, per cui i 50 €/q lordi appaiono del tutto irrealizzabili, con i compratori che offrono al massimo 40 per le poche partite disponibili.
Si disegna così un quadro davvero penalizzante per i risicoltori in vista del fine campagna. Le prospettive di apprezzamento restano scarse, alla luce di giacenze elevate in molti comparti, pur senza disporre del dato aggiornato di questa settimana. Ente Risi non ha pubblicato il consueto bollettino, comunicando che «a causa di un problema informatico non è stato possibile elaborare la situazione dei trasferimenti risone».
COMMERCIALIZZAZIONE DIRETTA IN COLLABORAZIONE, UNA RISPOSTA ALLA CRISI
In un contesto simile, appare quanto mai urgente interrogarsi sulla sostenibilità di vendere all’ingrosso nel momento del bisogno al prezzo imposto dal mercato. Una scelta che si è rivelata in perdita per moltissimi produttori su diverse varietà, le più coltivate, in questa annata. Cercare vie innovative di commercializzazione che permettano di valorizzare il proprio prodotto è sempre meno un’opzione, diventando quasi una necessità. In questa direzione si muove il progetto «Lomellina Terra di Riso», che abbiamo fatto presentare direttamente al suo presidente, Luigi Ferraris.
«Questa società è nata con l’obiettivo di far conoscere la Lomellina al grande pubblico attraverso il riso che vi viene prodotto. Da questo territorio proviene il 30% della produzione risicola italiana, ma è ancora poco conosciuto al di fuori delle zone limitrofe. Siamo sette aziende accomunate da marchio collettivo, packaging condiviso e un unico impianto di trasformazione, innovativo ma tradizionale nelle sue metodologie di lavorazione, garantendo una qualità elevata del prodotto. La prima selezione riunisce sette varietà rappresentative del nostro territorio, con la prospettiva di accogliere progressivamente altre varietà coltivate in Lomellina. Stiamo lavorando anche alla creazione di un disciplinare che valorizzi rotazioni colturali, minima lavorazione, cover crop e, in alcuni casi, il metodo biologico.
E-COMMERCE, RISTORAZIONE E COMMERCIO DI QUALITA’
All’interno del pacchetto assicuriamo un prodotto uniforme, con una rottura al di sotto dell’1% contro il 5% della GDO. Il canale principale di vendita sarà l’e-commerce diretto, affiancato dalla ristorazione e dal commercio di qualità. Siamo aperti a nuovi soci che condividano i nostri valori, con l’obbiettivo di creare una realtà solida e distintiva della risicoltura lomellina. Spesso si pensa che il problema siano i trasformatori e che basti vendersi da soli il riso lavorato per risolvere il problema attuale dei prezzi in perdita del risone. Come componente della commissione prezzi a Mortara e venditore di riso lavorato da tempo, so bene quanto sia difficile vendere il riso in autonomia a prezzi remunerativi ed in volumi soddisfacenti. Questa esperienza mi ha convinto ancora di più che collaborare con il giusto spirito possa essere oggi un’alternativa valida, cercando di mettere da parte gli individualismi tipici del nostro settore.» Autore: Ezio Bosso

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