MERITO GEORGOFILO A CASATI 

tavola rotonda
Nel corso della cerimonia per l’Inaugurazione del 273° Anno Accademico dei Georgofili, svoltasi a Firenze il 17 aprile, la prestigiosa Accademia (la più antica istituzione accademica in ambito agrario del mondo) ha conferito il Premio al Merito Georgofilo 2026 al prof. Dario Casati.
Il prestigioso riconoscimento al Merito Georgofilo viene assegnato ogni anno a un accademico che si è massimamente distinto per studi, ricerche o attività meritorie in ambito agrario, alimentare e ambientale. La motivazione del Premio al prof, Casati è particolarmente significativa: «Le sue considerazioni sulla politica ed economia agraria hanno punteggiato la complicata vicenda agraria dagli anni ’60 -’70 ad oggi con una costante attenzione ai provvedimenti legislativi italiani e europei, distinguendo sapientemente le eventuali lacune dai lati positivi, senza tentennamenti».

RICONOSCIMENTO ALL’ECONOMISTA AMICO DEL RISO

Il Premio costituisce anche un riconoscimento per l’intensa attività del prof, Casati, che è stato tra l’altro Preside della Facoltà di Agraria e Prorettore dell’Università degli Studi di Milano, oltre che economista agrario particolarmente attento al settore del riso. Aprendo la cerimonia di Inaugurazione del 273° Anno Accademico (iniziata con parecchi minuti di ritardo per attendere l’arrivo della Sindaca di Firenze Sara Funaro) il Presidente Vincenzini ha sottolineato le grandi incertezze del quadro geopolitico e commerciale del momento.

RICERCA SCIENTIFICA PROMETTENTE

Ma ha pure invitato a guardare con fiducia alle promettenti prospettive della ricerca scientifica, ed in particolare alle nuove tecniche di evoluzione assistita (TEA) nell’ambito del miglioramento genetico su base biotecnologica, ed ha auspicato che tutti, a cominciare dai tecnocrati dell’UE, recuperino «…quella ragione che per fortuna ancora illumina la via del progresso scientifico e che siamo soliti praticare a favore dell’agricoltura e della società civile”. Un concetto ripreso da Valdo Spini, già Ministro dell’Ambiente dal 1993 al ’94, che nella sua relazione dal titolo “La questione ambientale” ha sottolineato la necessità di  “...passare da una politica dell’ambiente che vuole imporsi all’agricoltore ad una politica dell’ambiente che voglia motivare l’agricoltore e accompagnarlo nelle sue trasformazioni».
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