LA GESTIONE DELL’ACQUA ANNULLA LE EMISSIONI

foto aerea_risaie Lomellina_Giotto Droni

L’università di Shanghai sta lavorando sodo sul metano, che è il secondo gas serra più abbondante al mondo dopo l’anidride carbonica. Il suo potenziale di riscaldamento globale è 28 volte superiore a quello dell’anidride carbonica su una scala temporale di 100 anni e raggiunge addirittura 81 volte su una scala temporale di 20 anni. Inoltre, ha una vita atmosferica relativamente breve (~12 anni).

CONTENERE IL METANO

Il controllo globale delle emissioni di metano è diventato una componente cruciale dell’azione internazionale per il clima alla COP26 tenutasi nel 2021. La coltivazione del riso è una delle fonti significative di emissioni globali di metano, contribuendo per circa il 30% alle emissioni agricole globali di questo gas. Un nuovo studio ha cercato di chiarire il controllo delle emissioni di metano attraverso una strategia innovativa basata sul monitoraggio in situ e su un modello elaborato.

«Una nuova varietà di riso, il riso a risparmio idrico e resistente alla siccità (WDR) – è comunicato al convegno di Eurice – è stato sviluppato per soddisfare sia la resa che la qualità del riso, con un’elevata efficienza nell’uso dell’acqua e una buona resistenza alla siccità. Il WDR può essere piantato e promosso con coltivazione a secco con un effetto di “sink” di CH₄, simile a quello di un sistema di colture in pianura. Questo studio ha stimato le emissioni di GHG da due sistemi di coltivazione del riso, F-R e D-WDR (riso comune in gestione allagata e WDR in coltivazione a secco), per determinare il potenziale di mitigazione della varietà WDR in coltivazione a secco mediante il modello di processo biogeochimico (DNDC).

MITIGARE LE EMISSIONI METANO SENZA DANNEGGIARE LA RESA

Inoltre, sono stabilite e discusse le migliori pratiche di gestione agricola per la mitigazione delle emissioni di CH₄. Ottimizzando la gestione dell’acqua ed espandendo la nuova coltivazione del riso (D-WDR), le emissioni di CH₄ indotte dalla produzione di riso sono diminuite di oltre il 90% mantenendo le rese di riso mediante il metodo di monitoraggio in situ. Il modello elaborato (DNDC) ha dimostrato “buone” prestazioni nella simulazione della resa del riso e delle emissioni di CH₄ basate su un RMSE normalizzato (nRMSE) < 10% e un indice di concordanza (d) > 0,9.

La mitigazione dei GHG del sistema D-WDR dovrebbe essere di 0,69 milioni di tonnellate di CO₂-eq per 100 mila ettari di risaia nella provincia di Anhui. Nel complesso, il sistema D-WDR ha un potenziale notevole nel bilanciare la relazione tra mitigazione del CH₄ e resa stabile del riso attraverso la coltivazione a secco nelle risaie». La notizia è tratta dal materiale diffuso all’incontro inaugurale di Eu-Rice (leggi l’articolo).

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