WEEK END DI PAURA PER IL BRUSONE

L'andamento climatico potrebbe attivare le spore del fungo. Intervista a Marinella Rodolfi

Dal 17 giugno, dopo gli ottimi risultati delle campagne 2017-2018, sono riapparsi i bollettini di allerta del progetto BRUMAVA (ex BRUMA) “Applicazione e validazione di strumenti di supporto alle decisioni per la protezione del riso da Pyricularia oryzae in Piemonte”, grazie ad un finanziamento della Regione Piemonte ed al coordinamento dell’Ente Nazionale Risi. L’utilità del progetto è ormai nota a tutti: nei nostri climi temperati la coltura del riso può essere pesantemente danneggiata da infezioni del fungo Pyricularia oryzae, agente causale della malattia nota come Brusone, distinguibile nei due principali episodi infettivi del “brusone fogliare” (solitamente visibile a fine giugno-luglio) e del “mal del collo” (agosto). Per avvisare gli agricoltori della presenza e dell’importanza del rischio di infezioni, dal 17 giugno al 12 agosto ogni LUNEDÌ e GIOVEDÌ viene emesso un Bollettino, l’ultimo sarà emesso il 19 agosto. Il bollettino presenta dei livelli di rischio (da 0 a 3) per le diverse zone di monitoraggio. I bollettini sono pubblicati sulla nostra pagina Facebook.

BRUMAVA è un progetto supportato tecnicamente dal Settore Fitosanitario e servizi Tecnico Scientifici della Regione Piemonte e coordinato dall’Ente Nazionale Risi con Simone Silvestri, insieme a professionisti di comprovata esperienza come Marinella Rodolfi (Università di Pavia) e Massimo Biloni (Ires) che forniscono la base scientifica. Sono proprio loro a informarci di possibili cambiamenti improvvisi nei prossimi giorni, visti i forti sbalzi termici previsti per il fine settimana e i probabili temporali. Una prospettiva che deve mettere in allerta i risicoltori (SEI PRONTO?)

In particolare Rodolfi ci parla degli effetti del caldo afoso che stiamo vivendo: «Questo caldo non solo sta uccidendo noi ma abbassa moltissimo anche la vitalità del fungo, limitandone la possibilità di infezione e dimostrandosi, dunque, una notizia positiva per i nostri bollettini. Una temperatura così alta, superiore ai 33/35 gradi come quella che stiamo registrando, disidrata le spore fungine, nonostante la forte umidità, rendendole pressoché sterili. Chiaramente questa situazione non rimarrà invariata ed il futuro abbassamento termico che vivremo (probabilmente a partire dal fine settimana, ndr) causerà un aumento rapido della possibilità di infezione. L’infettività potrebbe rimanere bassa se il calo delle temperature fosse accompagnato dall’arrivo di aria fresca, all’opposto se vi fosse la persistenza dell’umidità che viviamo oggi o, nella circostanza più negativa, se ciò fosse accompagnato da un evento temporalesco, potremmo notare un forte innalzamento del rischio d’infezione, ancor più se il temporale causasse rotture nelle foglie o nei fusti della pianta. Le previsioni sono molto variabili ma quest’ultimo sembra essere uno scenario probabile visto il meteo di questo weekend. Il patogeno è presente nei nostri areali, per ora silente, ma in attesa di condizioni adatte alla sua proliferazione». (LE CONTROMISURE)

La ricercatrice, che nel progetto svolge il ruolo di micologa, monitorando ogni giorno la vitalità del patogeno, ci spiega il significato dietro al cambio del nome dell’ormai noto progetto, dicendo: «Il VA finale sta per validazione, per rivendicare la sua natura sperimentale e scientifica più che agronomica, anche a causa delle costante differenza tra tutte le annate visionate. I dati che raccogliamo sono volta per volta validati dal punto di vista scientifico dal nostro team e per questo abbiamo deciso di sottolinearlo attraverso questa nuova sigla finale». Autore: Ezio Bosso

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