LO ZOLFO SCACCIA BRUSONE

THIOPRON®: soluzioni strategiche per il controllo del Brusone del riso

Pyricularia oryzae, agente causale del Brusone, rappresenta la principale patologia del riso sia a livello nazionale che nel resto del mondo. Le perdite produttive causate da questo fungo possono arrivare fino al 40% per le varietà maggiormente suscettibili. Tra queste vanno annoverate molte di quelle appartenenti alla tipologia “lungo A” che costituiscono le eccellenze del panorama risicolo italiano (Carnaroli, Arborio, Baldo, ecc.).

Il contenimento delle infezioni passa, innanzi tutto, attraverso pratiche agronomiche corrette (scelta varietale, fertilizzazione, ecc.), affiancate dall’adozione di strategie fungicide razionali. A supporto di queste ultime, sono ormai indispensabili i modelli previsionali (collegati ad un’efficiente rete di monitoraggio delle condizioni climatiche) oggi capaci di stimare in modo attendibile il rischio effettivo d’infezione del patogeno e di guidare la scelta dei tempi d’intervento.

La soluzione è lo zolfo

In data 27 giugno 2019, il Ministero della Salute ha concesso l’autorizzazione in deroga per situazioni di emergenza fitosanitaria – ai sensi dell’art. 53 del regolamento (CE) n. 1107/2009 – per l’impiego su riso del prodotto fitosanitario THIOPRON® (reg. n. 00013), contenente la sostanza attiva Zolfo, per il controllo del Brusone. Tale autorizzazione ha validità di 120 giorni (dal 27/06/2019 al 24/10/2019).

THIOPRON® è un’esclusiva formulazione liquida a base di zolfo (825 g/L), con elevata adesività e resistenza al dilavamento. Il formulato, caratterizzato da uniforme dimensione delle micelle ed assenza di solventi ed oli minerali o vegetali, si distingue per la sua massima efficacia e perfetta selettività.

La disponibilità dello zolfo e della sua attività multisito rappresenta un’importante evoluzione, in quanto tutte le sostanze attive attualmente autorizzate per il controllo del Brusone del riso (strobilurine e triazoli) sono caratterizzate da meccanismi d’azione monosito.

Come si usa

THIOPRON® può essere impiegato su riso per il controllo di Pyricularia oryzae ad una dose variabile tra i 4 e gli 8 L/ha (in funzione della pressione del patogeno), eseguendo un massimo di 3 applicazioni all’anno, nella fase compresa tra la formazione del panicolo e lo sviluppo delle cariossidi. Il prodotto può essere utilizzato da solo (in particolare nelle produzioni biologiche) o in miscela con altri fungicidi (azoxystrobin, trifloxystrobin, difenoconazolo, ecc.) sia in ambito integrato che biologico.

Nelle coltivazioni integrate le possibilità d’impiego sono molteplici. THIOPRON® può infatti essere applicato alternandolo (anticipandolo o posticipandolo) con gli altri fungicidi per prolungare il periodo di copertura dalle infezioni fungine (ad esempio, ove le strobilurine siano limitate ad un unico trattamento l’anno). In questo caso, i maggiori vantaggi si ottengono posizionando la strobilurina sulle infezioni più gravi ed utilizzando THIOPRON® (da solo) per la gestione di quelle di minore entità.

Mix con strobilurina

L’utilizzo più razionale è però quello di miscelare THIOPRON® ad una strobilurina (ad esempio, i formulati a base di azoxystrobin AZ 250 SC, LAIZOX, ecc.) nelle due epoche di maggior rischio (generalmente, emissione della foglia a bandiera e spigatura – inizio fioritura). Il corretto posizionamento deve comunque sempre basarsi sui sistemi di monitoraggio attivi nelle principali aree risicole italiane. L’efficacia di questa soluzione è stata convalidata da un triennio di prove (2016-2018) condotte in collaborazione con Ente Nazionale Risi che hanno evidenziato come l’addizione di THIOPRON® ad una delle strobilurine maggiormente impiegate nella difesa dal Brusone abbia permesso un incremento delle rese produttive fino ad 800 – 1000 kg/ha di risone.

Nel biologico si usa così

Nella coltura biologica (le superfici nazionali coltivate a riso biologico sono ormai una realtà consolidata) THIOPRON® viene impiegato con successo da solo (adottando tutte le misure agronomiche atte a ridurre la pressione del patogeno) alla dose consigliata di 5 L/ha (elevabile fino ad 8 L/ha in caso di pressione elevata della malattia). Oltre ai due interventi da eseguire nelle epoche usuali (foglia a bandiera e spigatura), se ne consiglia un terzo, anticipato, nella fase di levata, da effettuare non appena i modelli segnalino il rischio di infezioni. Per ulteriori informazioni: UPL ITALIA SRL (Informazione pubblicitaria – Usare i prodotti fitosanitari con precauzione. Prima dell’uso leggere sempre l’etichetta e le informazioni sul prodotto)

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