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UN CHICCO PER L’AMBIENTE

da | 4 Apr 2021 | NEWS

Terzeria

Nata nel 1935 per opera della Fondazione Rovitti – Casa della Divina Provvidenza, lazienda agricola Terzeria, in Calabria, lotta contro l’abbandono dei terreni e realizza un’agricoltura innovativa nella Piana di Sibari. Affidata nel 1999 al vescovo, monsignor Graziani, che decide di trasformarla in una società aziendale che faccia da garante patrimoniale di opere di bene (che tutt’oggi supporta la casa per anziani, un orfanotrofio ed ora la casa per disabili), Terzeria negli ultimi 20 anni ha esteso il suo campo ed oggi rappresenta “un agroecosistema” dove scienza, conoscenza e coscienza danno risposte al territorio.

L’azienda agricola, sita nella Piana di Sibari (dove già-secondo le tracce storiche- il terreno destinato alle risaie risale al 1815, quando si coltivava con un sistema di bonifica dei terreni salmastri, ancora oggi impiegato preservando l’ambiente e garantendo un miglioramento nella produttività), attua una coltura protettiva verso una desertificazione e desalinizzazione che porta alla coltivazione di vari prodotti con rotazione agronomica.

Terzeria tra tradizione ed innovazione

Terzeria non è il classico esempio di coltivazione meridionale del riso in Italia, non è il luogo dove i vincoli ambientali (terreni salini, poveri di sostanza organica, alcalini, a rischio nitrati e sotto pressione dell’intensificazione delle pratiche agronomiche), ne determinano un abbassamento del valore ed una oggettiva difficoltà gestionale. Partendo da studi e da tecniche innovative, in un’ottica di agricoltura multifunzionale e protettiva nei confronti delle risorse ambientali, si colloca un’azienda volta alla produzione agricola in una strategia di sostenibilità e valorizzazione.

In questo modo, partendo da un contesto eminentemente cerealicolo-foraggero, si arriva all’attuale assetto policolturale mediterraneo che comprende: un comparto ortofrutticolo (agrumi, melograno, ortaggi autunno-vernini), un comparto cerealicolo-foraggero che garantisce una buona rotazione agronomica nonché una dotazione alimentare e zootecnica. I seminativi consentono anche dei raccolti intercalari che permettono una copertura del suolo e la possibilità di raccogliere prodotti tipici e protetti come la liquirizia di Calabria.

Rotazione agronomica ed irrigazione a goccia

I prodotti  vengono ottenuti seguendo i disciplinari di produzione “integrato” e “biologico”  e l’approccio al mercato è sempre in assetto di ”Filiera”. Le innovazioni, che sono state introdotte di tipo tecnico, riguardano sia le varie coltivazioni, sia la gestione e l’utilizzo delle risorse naturali suolo ed acqua. Per quanto riguarda quest’ultima, la gran parte dell’azienda (450 Ha ca) è servita da impianti irrigui a microportata ( goccia) a bassa pressione d’esercizio ed autocompensanti, in tal modo non si sfrutta la falda sottosuperficiale e si mantiene il livello idrico ottimale, inoltre ci si è dotati di una vasca con un accumulo di oltre 6.000 metri cubi (6.000.000 di litri).

Non paghi di queste innovazioni ci siamo spinti oltre ed abbiamo realizzato i nuovi impianti irrigui in subirrigazione, portando i punti goccia nella rizosfera migliorando ulteriormente l’efficienza irrigua e l’habitat tellurico delle piante, consentendoci di attivare funzioni fisiologiche attraverso l’utilizzo degli ultimi preparati biostimolanti.

Questa rete permette, oltre alla distribuzione ottimale dell’acqua, la fertirrigazione, cioè la distribuzione dei fertilizzanti in dosaggi ottimizzati e pertanto con un risparmio sia sugli input chimici che sull’utilizzo della manodopera per la loro distribuzione. Minore rischio, maggiore sicurezza.

Agricoltura biologica calabrese

Per ciò che riguarda la risorsa suolo, in questi anni, si è avviata una strategia di protezione ed aumento del tasso di sostanza organica presente. In ottica di economia circolare e di gestione della fertilità, si è fatto ricorso all’utilizzo di compost certificato di qualità ed autorizzato per l’agricoltura biologica, proveniente da matrici organiche da raccolta differenziata. Il compost è realizzato in Calabria da un’azienda di primaria importanza (Calabra Maceri & Servizi Spa – Rende) ad una distanza entro i 70 Km dal centro aziendale e quindi in filiera corta. Inoltre, si ricorre a minime lavorazioni e alla realizzazione di inerbimenti controllati. Tutte queste buone prassi ci permettono di proteggere il nostro suolo e renderlo sempre più idoneo alla coltivazione, visto i limiti imposti dalla natura sodica e da un pH sub-alcalino.

La riseria oggi copre 200 ha, i frutteti circa 40 ha, gli ortaggi 70 ha e i seminativi 140 ha.

Il sistema agroecologico di Terzeria nella Piana di Sibari

La profonda conoscenza del sistema agroecologico ci ha permesso di vedere i nostri limiti come prodromi delle nostre opportunità produttive che abbiamo testato con diverse prove di adattamento, recuperando dati sperimentali prodotti da diversi istituti e centri di ricerca internazionali che in questo periodo si sono cimentati nella lotta alla desertificazione, alla sostenibilità dei sistemi produttivi ed alle interazioni/ripercussioni dei cambiamenti climatici.

Pertanto, l’interazione di questi dati e di competenze ci ha permesso di espandere la nostra presenza sul mercato per circa 10 mesi con risvolti positivi sia sui flussi finanziari che sul piano occupazionale. La nostra agrumicoltura rappresenta, come la biodiversità agrumicola, tra arance, limoni, clementine ed ibridi triploidi ripropone, la presenza prolungata sul mercato della produzione peculiare della Piana di Sibari.

L’aspetto ambientale del sistema agroecologico della Terzeria si completa quando la vediamo inserita nel contesto del “Corridoio Verde” che collega l’aria umida della Riserva Regionale  della Foce del Crati e la porta del Parco Nazionale del Pollino (ponte del diavolo – Civita). Lo schema delle coltivazioni si armonizza con gli elementi paesaggistici degli argini del torrente Raganello, della rete dei canali di bonifica delle acque alte di Terzeria e delle bordure di acacia salina, di eucalipti e pioppi, retaggi anche questi: delle bonifiche borboniche, di quelle del ventennio fascista e della grande riforma agraria post-bellica.

Il recupero e la sutura di questi elementi attraverso la realizzazione di fasce tampone (Operation Pollinator e Run-Off) di vegetazione che ospitano l’entomofauna utile all’impollinazione ed al controllo biologico degli insetti-chiave delle coltivazioni, permette anche la protezione dei corpi d’acqua superficiali dalle derive e dai movimenti erosivi che potrebbero inquinarle.

Terzeria verso un’imprenditoria del “bene comune”

La realizzazione del sistema agroecologico e di produzione biologica ha permesso alla Terzeria di essere il testimone plastico non solo di un aumento di valore economico ma anche sociale e culturale. Questa esperienza di gestione imprenditoriale di un “bene comune”, cioè di un bene di una comunità espressione di un territorio, ben si presta ad essere rappresentativo di quella economia civile e di quell’ecologismo integrale che sposano gli obiettivi di uno sviluppo sostenibile e proattivo che, oltre alla produzione di beni primari, produce quei servizi ecosistemici su cui costruire altre filiere, come quelle turistiche e culturali, vistane la molteplice presenza di attrattori presenti.

Infine, il peso economico  di questa esperienza di gestione non è dato solo dalla PLV delle produzioni ma dal bilancio sociale che essa esprime. In questi anni la presenza dinamica ed innovativa di questa visione non ha mancato di contaminare alcune delle realizzazioni più avanzate del territorio come la creazione del Consorzio per le Energie Rinnovabili (Corigliano Renewable Energy, Renewable Energy Farm), la fondazione di una OP biologica (Carpe Naturam), lo stimolo alla creazione di Spin-off universitari (R&D Cal srl) e Start-Up agroindustriali (Reolì srl).

Agricoltura 4.0 per Terzeria

La Terzeria punta a migliorare le nuove tecniche di coltivazione verso un’agricoltura 4.0. Già attualmente le risaie vengono gestite con macchine di nuova generazione a controllo satellitare. In futuro l’azienda potrebbe dotarsi di sistemi che consentano, tramite l’interpretazione di dati agrometrici, di ottimizzare il risparmio idrico monitorando la portata del sistema di irrigazione a goccia e, tramite droni, verificare l’innalzamento del cuneo salino, che oggi si presenta a macchia di leopardo su tutta la Piana di Sibari.

Sale Piana di Sibari

Per la produzione teniamo conto dell’innovazione genetica sottoposta all’ambiente. L’azienda difatti ha scelto di coltivare varietà a taglio basso in quanto i forti venti della pianura costiera danneggerebbero quelli alti.

Un team unito contro l’abbandono dei terreni

Terzeria è una piccola realtà calabrese che ben presto verrà affidata alla seconda generazione di gestione considerando le nuove richieste del mercato. Attiva in contesti operativi (come il Consorzio del riso) e nella rete di Campagna Amica per la vendita diretta, preserva un’agricoltura italiana in un contesto di “rete” ( e mai di grande azienda!) basata su un servizio ecosistemico contro l’abbandono dei terreni e la salvaguardia delle risorse della terra calabrese e della biodiversità (proprio sui nostri terreni sono ritornate, ad esempio, le cicogne).

Cicogne in Terzeria

Autore: Benito Scazziota, responsabile tecnico di Terzeria