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L’AGRICOLTURA TIENE DURO

da | 3 Apr 2021 | Internazionale

Agricoltura

Dati positivi per il settore agricolo. Secondo la prima edizione 2021 delle ”Prospettive a breve termine per i mercati agricoli dell’Ue, pubblicata sul sito della Commissione agricoltura europea, grazie ai consumi domestici e all’aumento delle vendite al dettaglio, si conferma una buona tenuta dell’agricoltura dell’UE nonostante la pandemia.

Con l’intensificarsi della campagna vaccinale e la conseguente riapertura della ristorazione , secondo l’analisi, le prospettive a breve termine potrebbero essere favorevoli.

Prezzi in ripresa

Il report rileva l’aumento dei prezzi dei cereali stimandone un incremento dei consumi che dovrebbe portare la produzione della Ue a quota 295,2 milioni di tonnellate nel 2020/2021 con un + 5,3% rispetto all’anno precedente. In crescita anche la produzione di semi oleosi (+3,4%). In calo invece lo zucchero. Nel 2020/2021 balzo del 10% per l’olio di oliva con un ulteriore aumento del 3% dei consumi.

In vista anche la ripresa dei prezzi. Per quanto riguarda il vino, secondo le stime, non si dovrebbero registrare scostamenti nella produzione ferma su 158 milioni di ettolitri, mentre sono stimati aumenti dei consumi “spinti” anche dalla distillazione di crisi. La ripresa delle esportazioni, che dovrebbe essere favorita da un quadro più favorevole per il contenimento dell’emergenza Covid, è destinata a riportare in equilibrio il mercato. Previsioni favorevoli per la produzione di latte (+1%) e anche per i formaggi il barometro, con la riapertura dei ristoranti, potrebbe volgere a bello.

Resta problematico il mercato delle carni con la flessione del consumo di quelle bovine (-1,2% nel 2020 e -0,9% nel 2021), mentre per le carni suine si rileva una maggiore produzione (+1,2% nel 2020) trainata dall’export che però potrebbe scontare l’effetto della ripresa della produzione in Cina.

Previsioni favorevoli per il pollame, che dopo i colpi subiti per la pandemia, dovrebbe recuperare sulle vendite sui mercati .In calo la produzione di carni di pecora e capra, ma la minore disponibilità è destinata a favorire la crescita dei prezzi nella Ue.