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TUTTO QUELLO CHE NON VI DICONO SUI DISERBANTI

da | 30 Gen 2022 | NEWS

diserbanti

Qualche anno fa, per chiarire quale sia oggi l’impatto della chimica in campo, è stato commissionato uno studio all’autorevolissima Università Cattolica, ma nessuno ne ha saputo nulla. Parallelamente, l’Europa ha varato norme e direttive improntate al più rigido proibizionismo, incentivando una evoluzione verso la produzione biologica. Produzione che non si realizza perchè il sistema di certificazione è antiquato e opaco. Nessuno si fida a passare dall’agricoltura integrata al bio. Siamo riusciti a mettere le mani sopra quella ricerca ed eccola qui: scarica il RAPPORTO UC. I contenuti dello studio, riportandone i passi più significativi. Questa ricerca è stata svolta per:

  • una valutazione del contributo degli agrofarmaci impiegati nelle diverse strategie e modalità di lotta ai patogeni,
  • alla difesa delle produzioni di dieci tra i principali prodotti agroalimentari Italiani e al sostegno delle loro filiere.

DISERBANTI E AGROFARMACI IN DIMINUZIONE

«Secondo i dati Istat, in Italia nel 2016 sono state distribuite in agricoltura 124 mila tonnellate di agrofarmaci. Un quantitativo pari al -8,8% rispetto all’anno prima. Se tale tendenza alla riduzione non è costante a causa della sensibilità della domanda di agrofarmaci rispetto all’andamento climatico, la tendenza di lungo periodo (2003/16), è chiaramente in diminuzione. Nel periodo considerato, il tasso di diminuzione medio annuo è pari al -1,8%. Il calo nella distribuzione degli agrofarmaci in Italia ha comportato anche la diminuzione dell’impiego di principi attivi. Circa l’agricoltura biologica le statistiche Istat registrano una flessione complessiva dei prodotti ammessi e utilizzati. Nel 2016, i principi attivi utilizzati sono stati pari a 30,5 mila tonnellate, in forte calo rispetto alle 51,7 mila tonnellate del 2003 (-40,9%)».

NOCIVITA’ IN DIMINUZIONE

«Nel 2016, ben il 70,3% delle miscele dei prodotti fitosanitari distribuiti rientrano nella categoria dei prodotti “non classificabili”, quindi quelli con minore rischio. I prodotti classificati come nocivi, invece, hanno rappresentato il 25,7%, mentre quelli rientranti nella classe “Molto tossico e Tossico”, sono stati di poco inferiori al 4%».

AGRICOLTURA DI PRECISIONE

«Negli ultimi anni, sulla spinta della recente evoluzione delle normative europee, continuano a migliorare anche le tecniche di distribuzione degli agrofarmaci, sempre più efficienti ed efficaci da un lato e sempre meno impattanti sulla sicurezza degli operatori e sulla qualità dell’ambiente».

EFFETTI DELL’ABBANDONO DI DISERBANTI E AGROFARMACI

«Gli effetti di un ipotetico totale abbandono di agrofarmaci in agricoltura sarebbero dirompenti sul comparto agricolo sia a livello di produzione, in valore e in quantità, sia in termini di occupazione, diretta e indiretta, che di contributo alla bilancia commerciale. Le rese produttive, nello scenario “senza difesa” subirebbero una riduzione che come minimo raggiunge il -57% (grano tenero). In alcuni casi si registra un azzeramento quasi totale della produzione (ed es. pomodoro da industria -81%, riso -84%, mais -87%). Nel complesso delle dieci filiere considerate, quindi, questo scenario comporterebbe una perdita di più di due terzi della produzione, sia in termini produttivi, sia economici. Gli effetti stimati sul fatturato delle industrie connesse a queste filiere, quindi, porterebbero ad una riduzione da 34,8 miliardi a 7,8 miliardi di euro. Si tratta di una situazione drammatica». Inevitabili le ripercussioni su import ed export.

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