TUTTI I RISI DELLA RETE CREA-ENTE RISI

Vi presentiamo le varietà della RDR illustrate durante la visita del 10 settembre
I partecipanti alla manifestazione

Visita ai campi Crea ed Ente Risi martedì 10 settembre, impreziosita da un convegno su “Coltivazione del riso: l’evoluzione della tecnica”, presso il centro CREA-CI (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) di Vercelli.  L’incontro è iniziato con la visita ai campi sperimentali di riso 2019, e in particolare dalla rete dimostrativa del riso (RDR) in un campo vetrina. Sono stati forniti ai partecipanti i dati riguardanti il piano di concimazione, il controllo delle infestanti e la difesa della coltura, che sono stati attuati sulle varietà in vetrina.

Le varietà – che vi presentiamo così come sono state descritte da Cesare Rocca dell’Ente Nazionale Risi – sono le seguenti: 

– Tiberio: lungo A da parboiled, adatto anche alla semina a file interrate con granella che non presenta difetti. 

– Zar: taglia media (circa 100 cm) ancora da valutare. Simile al Carnaroli, con granella che non presenta difetti e contenente un alto tasso di amilosio.

– RG101: varietà di tondo moderna, taglia bassa (65cm) ad alta produttività e che presenta un buon vigore in stadio di emergenza. Granella cristallina a basso contenuto di amilosio. Tollerante alla macchia. 

– Valente (ex Aurelio): lungo A da parboiled. Resistente all’allettamento nonostante la taglia (87cm). La granella non presenta macchie e si presume una buona resa.  

– Laser: lungo B che presenta una buona resistenza all’allettamento nonostante la taglia (90cm). 

In seguito, CREA ha mostrato ai partecipanti le proprie linee in avanzato stato di selezione e attività sperimentale, fornendo, per ciascuna di esse, una scheda tecnica dettagliata contenente le varietà utilizzate per l’incrocio, i dati descrittivi, i dati agronomici, i caratteri merceologici e la classificazione UE. Ecco la sintesi:

– Linea RIS 14109: incrocio: Balilla x Centauro/ Classificazione UE: medio/ Taglia: alta/ Ciclo: medio. Resistente all’allettamento 

– Linea: RIS 8408/14: incrocio: Creso x IRLB 5/ Classificazione UE: L B/ Taglia: media/ Ciclo: precoce. Resistente all’allettamento

– Linea RIS 6408/21: incrocio: Gz 8450 x Opale/ Classificazione UE: medio/ Taglia: medio-alta / Ciclo: medio-precoce. Resistente all’allettamento.

– Linea RIS 15408/20: incrocio: Fukunishiki x Luxor/ Classificazione UE: lungo A/ Taglia: alta/ Ciclo: medio. Resistente all’allettamento.

– Linea RIS 15808/12: incrocio: Jefferson x Arborio/ Classificazione UE: lungo A/ Taglia: alta/ Ciclo: precoce. Resistente all’allettamento.

– Linea RIS 16208/20: incrocio: Gigante Vercelli x Jefferson/ Classificazione UE: lungo B/ Taglia: media/ Ciclo: precoce. Resistente all’allettamento.

– Linea RIS 16609: incrocio: RIS 18606 x Augusto/ Classificazione UE: lungo A/ Taglia: media/ Ciclo: precoce. Resistente all’allettamento.

La visita ai campi è proseguita con la visione della vetrina delle varietà dell’Ente Nazionale Risi comprendenti S. Andrea, Valente, Tiberio, Argo, Baldo, Carnaroli, Selenio, Arborio, Iarim, CRLB1, e con la presentazione di alcune varietà BASF Clearfield, che verranno descritte e presentate più approfonditamente da BASF nella giornata di giovedì 12 settembre, sempre presso il centro CREA-CI. Le varietà in vetrina sono: Sirio, CL26, CL28 (novità di casa BASF: un lungo B ad alto contenuto di amilosio con ciclo di 140-145 gg), CL388 (anch’esso novità presentata da BASF: lungo A simile al più noto Volano), CL33, Luna CL, Nemesi e CL15 (tondo assimilabile al Selenio).

Nella seconda parte della visita ai campi i partecipanti hanno potuto visionare le particelle sperimentali riguardanti il nuovo progetto “Neurice”, che è stato brevemente illustrato dalla Dott.ssa Zampieri, ricercatrice presso il CREA-CI di Vercelli. Il progetto si pone come obbiettivo la formazione di nuove varietà di riso resistenti alla salinità, per rispondere ai cambiamenti climatici in corso in questo periodo e per controllare l’invasione di Ampollaria (Pomacea Insularum), una lumaca già presente nelle coltivazioni spagnole.

La visita si è conclusa presso lo stand di Corteva Agriscience, che ha presentato il nuovo prodotto erbicida a basso impatto ambientale RinskorTM, un nuovo prodotto che presenta una famiglia chimica del tutto rinnovata che permette un’azione cross spectrum su infestanti sia a foglia stretta come i giavoni, sia a foglia larga come l’Alisma o l’Eterentera. I partecipanti hanno potuto osservare con i propri occhi gli effetti del nuovo prodotto grazie ad alcune prove in campo presenti presso il centro CREA-CI, sulle varietà Luna CL e Onice.

Per la seconda parte dell’evento i partecipanti si sono spostati all’interno della struttura dove hanno avuto l’occasione di provare un’esperienza in realtà aumentata realizzata da Ente Risi: “Con i piedi nell’acqua: la risaia virtuale a 360°”. Utilizzando dei visori 3D e delle cuffie, si viene immersi nel mondo della risicoltura con la possibilità di vedere da vicino tutti i passaggi e le tecniche di coltivazione. 

La mattinata è terminata, come detto, con il convegno divulgativo moderato dal prof. Nicola Pecchioni, direttore del CREA-CI. Dopo i saluti di Paolo Carrà, presidente dell’ENR, ha preso la parola la Dott.ssa Patrizia Vaccino, che ha illustrato brevemente le attività del CREA e gli obbiettivi che vengono posti alla base delle loro ricerche: il miglioramento genetico – utilizzando anche marcatori molecolari che permettono l’identificazione dei geni che si traducono nei caratteri fenotipici di interesse – per garantire una buona produzione e una stabilità produttiva, l’adattamento al clima, la resistenza agli stress biotici e abiotici e infine, ma non per ordine di importanza, la qualità del riso e dei suoi derivati.

Il secondo relatore è stato il prof. Roberto Defez, microbiologo e ricercatore presso il CNR di Napoli, che ha presentato il suo studio: “I batteri che aiutano il riso a crescere”, una ricerca su alcuni ceppi batterici simbionti, presenti nelle radici delle piante di riso, che permettono la sintesi di ormoni (acido indolacetico) e la fissazione dell’azoto. La pianta, entrando in simbiosi con i batteri, può arrivare a compensare delle carenze nutritive e anche a contrastare aggressioni esterne.

Infine, Marco Romani (ENR) e Stefano Monaco (CREA-CI) hanno presentato il progetto sulla risicoltura biologica “Riso Biosystems”, ovvero una valutazione agronomica di metodi di produzione biologica in risicoltura. La parte di progetto presentata alla platea è stata quella riguardante il WP2 (World Package 2), ovvero la sperimentazione di agrotecniche. In particolare, sono state presentate due tecniche utilizzate per il controllo delle infestanti durante il progetto: la pacciamatura verde e la falsa semina. La conclusione, presentata dai due relatori, è che la coltivazione biologica di riso del progetto comprende tecniche complesse per cui occorre una buona preparazione, non solo sul riso siccome alcune di esse implicano la rotazione di più colture, come ad esempio la soia o l’orzo ibrido. Inoltre, è richiesto l’utilizzo di attrezzature meccaniche specifiche, come l’erpice vasino o l’erpice strigliatore, nonché l’utilizzo di varietà di riso adatte a questo tipo di coltivazione.  Autore: Marcello Pedicone

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Risicoltura
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