STUDIO EUROPEO SULL’AGRICOLTURA DI PRECISIONE

Per Bruxelles è il futuro dell'Ue, ma esistono ancora numerosi ostacoli

Il tema dell’agricoltura di precisione è al centro di uno studio commissionato dal gruppo di valutazione sulla scienza e la tecnologia (Stoa) del Parlamento europeo, presieduto da Mairead McGuinness, vicepresidente del Parlamento europeo. Secondo lo studio, che si intitola «Agricoltura di precisione e il futuro dell’agricoltura in Europa», le nuove tecnologie dovranno svolgere un ruolo chiave nello sviluppo del settore agricolo: per nutrire il mondo nel 2050, a livello mondiale agricola la produttività totale dei fattori (PTF), rappresentata dal rapporto tra  produzione e consumo totali, deve crescere a un tasso medio di almeno il 1,8% all’anno, mentre nella Ue tra il 2005 e il 2014 è cresciuta solo del 0,9% all’anno. L’agricoltura di precisione dovrà contribuire ad aumentare questa soglia e ridurre l’impatto negativo del settore agricolo sull’ambiente, visto che secondo Eurostat l’agricoltura è responsabile di circa il 10% delle emissioni di gas a effetto serra dell’Ue e, come si sa, è guerra aperta sui pesticidi…
Aggiungiamo la penuria di terreni arabili nell’Ue – la superficie agricola utilizzata totale è di 174 milioni di ettari (ha), che comprende il 40% del territorio dell’Ue – e il declino del numero di aziende con un corrispondente aumento della superficie per azienda – tra il 2005 e il 2013, il tasso medio di declino è stato del 3,7% l’anno, con una media che passa da 14,4 a 16,1 ettari – e capiamo perché sia importante per l’Europa diffondere l’agricoltura di precisione. 

La proposta che emerge è quella di studiare nuovi modelli, attraverso una rete di aziende agricole sperimentali. I risultati potrebbero utilizzati per guidare gli agricoltori nel riqualificare la loro attività; un percorso che deve essere promosso nella prossima generazione di agricoltori, afferma lo studio Ue dice, attraverso iniziative, pubblicità e opuscoli. Il potenziamento delle infrastrutture per la copertura della rete dati nelle zone rurali ha anche bisogno di essere affrontato: a causa della bassa densità di popolazione nelle aree rurali, le aziende di telecomunicazioni private spesso non investono in queste zone, e la scarsa connettività internet  potrebbe rappresentare un ostacolo importante alla diffusione dell’agricoltura di precisione.
Una sfida da affrontare è la mancanza di competenze tecnologiche nelle zone rurali e nel settore agricolo. Anche la formazione degli agricoltori – sottolinea lo studio – deve essere migliorata, migliorando l’istruzione, puntando anche sulle aziende più piccole, che occupano l’81% della forza lavoro, ma che possono avere meno accesso alle informazioni sui nuovi sviluppi tecnologici.

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