«SI’ ALL’ACCOPPIATO, NO AL PAPOCCHIO»

Confagricoltura conferma l'ok a destinare l'aiuto all'indica ma evidenzia due nodi: seme certificato e prezzo minimo garantito

mario-guidi1Confagricoltura aveva appena accettato il progetto di spostare l’aiuto accoppiato sul riso indica, sostenuto da Airi e Coldiretti, quando da due industriali di peso è arrivato l’altolà al Ministero. Il presidente della confederazione Mario Guidi ci conferma di aver richiesto una soluzione differente (aiuto a chi coltiva qualsiasi riso, purché coltivi almeno il 25% di indica) ma, posto di fronte all’impossibilità tecnica di attuarla, di aver accolto la volontà della filiera, a patto che l’industria risiera si impegnasse a fissare un prezzo minimo garantito del riso “aiutato”, allo scopo che il sussidio non venisse automaticamente scontato con un minor prezzo del risone. «Nell’ambito della revisione dei pagamenti “accoppiati” della Pac, che va approvata entro il prossimo primo agosto – ci dice Guidi – abbiamo preso atto della volontà generale di privilegiare, a parità di budget, il riso indica e abbiamo condiviso questo obiettivo al Tavolo di Filiera, a patto che non fosse vincolato al requisito di utilizzo obbligatorio di sementi certificate: noi sosteniamo il seme certificato, ma non condividiamo questo vincolo perché rischia di annullare, in tutto o in parte, il beneficio del pagamento accoppiato, traducendo l’incentivo in maggiori costi per l’acquisto delle sementi. Non lo condividiamo per il riso come per tutte quelle situazioni in cui si vuole “imporre” il seme certificato in cambio dei diritti degli agricoltori. Senza contare che tale vincolo, nel caso in esame, provocherebbe una notevole complicazione burocratica e gestionale nell’istruttoria delle domande che non gioverebbe certo alla necessaria semplificazione delle procedure da tutti auspicata». In altre parole, Confagricoltura avrebbe dato il via libera all’aiuto accoppiato all’indica ma «non al papocchio di infilare nell’aiuto un regalo ai sementieri che si sarebbe mangiato tutto l’aiuto destinato ai risicoltori». Guidi nega che vi fossero tensioni – come invece risulta a Risoitaliano – tra le sue fila tra chi sosteneva quest’accordo di filiera e chi era contrario, mentre conferma che il dossier si è arenato per le divisioni interne all’industria risiera.

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