Nell’ultima settimana di mercato si registrano numerosi cali a listino sulle piazze lombarde di Mortara e, soprattutto, Milano. Il contesto resta così ulteriormente ribassista, confermando la fatica nell’incontro tra le parti. L’industria manifesta disponibilità all’acquisto, ma esclusivamente su livelli di prezzo ritenuti insoddisfacenti dai venditori e, in diversi casi, difficilmente sostenibili. Le flessioni osservate non portano tuttavia a nuovi minimi, configurandosi piuttosto come allineamenti o avvicinamenti alle quotazioni già emerse in Piemonte a inizio settimana (LEGGI).
I LISITNI LOMBARDI SI ALLINEANO AI PIEMONTESI
A Milano risultano in calo numerose voci di listino, con variazioni che si riflettono in modo automatico e doppie (come di consueto) sul listino del riso lavorato. Una parte dei ribassi osservati rappresenta un allineamento a livelli di prezzo già ufficiali su altre piazze prima della pausa natalizia, come i 38 €/q lordi dei lunghi B e i 55 €/q lordi dei tondi. Proprio su questi ultimi, secondo gli operatori, il prezzo appare fragile. I compratori sono in calo e per Araldo PV non si riscontrano riserie disposte a riconoscere più di 53 €/q lordi nelle sedute in esame. Anche per i lunghi B i 38 €/q lordi non risultano ottenibili su tutte le varietà, con gli ibridi lievemente penalizzati. Si segnalano inoltre ribassi per i risi da risotto, in questa sede per il momento più contenuti rispetto ad altre piazze.
A Mortara, al contrario, i gruppi Arborio (60 €/q lordi), Roma (40 €/q lordi) e Carnaroli (similari a 60 e Classico a 73) risultano pienamente allineati ai valori espressi dal mercato piemontese, ritenuti dagli operatori quelli attualmente praticabili allo scambio. Si registra inoltre il calo di Vialone Nano e similari a 65 €/q lordi, nuovo minimo per il comparto. Per le altre tipologie non menzionate si confermano i 65 €/q lordi del Selenio e i 40 €/q per i lunghi A da parboiled e i medi. Si registrano infine alcune difficoltà sul gruppo Baldo, per il quale i compratori sembrano faticare a riconoscere le quotazioni ufficiali.
Nel corso della settimana si segnalano infine proposte di contratto di coltivazione per il Selenio, con prezzo fissato a 55 €/q lordi, ritiro a raccolto e pagamento al 23 dicembre.
FEDELI: «NECEESSARIA PIÙ ATTENZIONE NEL DEFINIRE LE RIMANENZE»
Secondo Cesare Fedeli, vicepresidente della Commissione prezzi in Granaria a Milano, «stiamo assistendo all’effetto della moneta cattiva su quella buona. La disponibilità di varietà poco apprezzate dall’industria trascina al ribasso l’intero mercato». Fedeli sottolinea come abbia inciso anche un fattore “morale”, legato agli sviluppi sul Mercosur: «non certo in termini pratici, non è che il giorno dopo l’annuncio sia arrivata una nave di Carnaroli omaggio. Tuttavia, sul piano emotivo sì. Un meccanismo già visto in passato, in occasione di eventi come il divieto d’utilizzo del triciclazolo o l’introduzione dei controlli sui metalli pesanti».
Il tema delle rimanenze resta, secondo Fedeli, uno degli elementi più delicati dell’attuale fase di mercato, anche alla luce del fatto che nell’ultima rilevazione risultano ai massimi degli ultimi quattro anni (VEDI). «Su questi numeri bisogna sempre muoversi con grande attenzione, considerando anche variabili importanti come la grandine. Il rischio è quello di ritrovarsi più avanti con una disponibilità reale inferiore a quella che oggi viene percepita, con tutto ciò che ne consegue anche in termini di “rimbalzo”. Utilizzare le rimanenze per far tornare i conti a consuntivo non porta mai molto lontano. Pertanto, è molto importante proseguire il confronto all’interno della filiera, evitando atteggiamenti da turibolanti». Autore: Ezio Bosso



