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QUELLO CHE IL RISO SI ASPETTA DAL G7

da | 14 Ott 2017 | NEWS, Uncategorized

Oggi a Bergamo il Ministero Martina fa festa. Ha scelto la sua città per celebrare il G7 dell’agricoltura e lo ha trasformato in una kermesse lunga una settimana, con tanti convegni star, potenti del mondo e liberi pensatori. Speriamo che, oltre a celebrare l’agricoltura ne affronti anche le questioni aperte e che lo faccia stando sul pezzo. Perché, onestamente, farsi dire in faccia da un oscuro funzionario della Commissione europea che la clausola di salvaguardia contro le importazioni di riso dalla Cambogia non ci è stata concessa perché non siamo stati “convincenti”, com’è avvenuto a Grow! il 10 ottobre, significa confermare le perplessità espresse per anni da Risoitaliano sul dossier governativo e fare la figura dei cioccolataio. Sappiamo che si sta lavorando a un nuovo dossier e che nelle prossime settimane una delegazione della Commissione europea farà visita ai cambogiani: speriamo che il G7 sia un momento di svolta anche su questo argomento.

Sul fronte europeo, visto che Martina oggi e domani incontrerà il commissario Hogan, la partita della Pac non è meno decisiva. Se ne discute molto, si fanno verbosi convegni – buon ultimo quello del Crea che ha messo in fila una serie di ovvietà, parlando di Pac flessibile, territoriale e sempre più verde e innovativa – ma le idee del governo restano vaghe e il timore degli agricoltori, lo diciamo chiaramente. è che ancora una volta si privilegino l’industria alimentare e una fumosa promozione del made in Italy invece di lavorare a misure strutturali che accompagnino l’evoluzione del settore primario. A scanso di equivoci, non stiamo facendo propaganda anti Pd: diversamente dal ministro Martina, un suo collega di partito, l’onorevole Paolo De Castro, lavora sodo per l’agricoltura e ha appena contribuito a raggiungere l’accordo finale sul pacchetto agricolo del Regolamento Omnibus, che, rispetto alla proposta iniziale della Commissione, che mirava solo ad alcune modifiche all’attuale funzionamento della PAC, «offre la prospettiva di una vera e propria riforma di medio termine», come ha dichiarato l’europarlamentare democratico. L’accordo ha blindato la figura dell’agricoltore attivo, «per evitare che le risorse PAC finissero nelle mani di chi agricoltore non è» informa De Castro, ha semplificato il capitolo dei pagamenti diretti, sono state apportate semplificazioni rilevanti al greening per le colture sommerse come la nostra,  «per le quali si allentano i limiti originariamente imposti – informa il Parlamento europeo -. Inoltre, per tutti gli agricoltori che investono oltre il 75% della propria superficie agricola in leguminose e foraggere e per tutti coloro che lasciano a riposo oltre il 75% della loro superficie l’obbligo viene cancellato, indipendentemente dall’ampiezza dell’azienda, risolvendo il problema dei medicai. Sempre sul greening, l’obbligo del focus ecologico viene eliminato per tutti coloro che lasciano a riposo oltre il 75% della loro superficie e viene valorizzato il ruolo ambientale delle azoto fissatrici». Il pacchetto inoltre valorizza il ruolo dei giovani agricoltori nei pagamenti diretti, si mantengono e si rafforzano gli impegni sugli aiuti accoppiati, dando la possibilità agli agricoltori di incrementare i propri livelli produttivi e agli Stati Membri di rivedere annualmente i settori beneficiari, in chiave anti-ciclica, si è intervenuto sulla gestione dei rischi e sullo sviluppo rurale; quanto alle misure di mercato, «lo sforzo è andato nella direzione di dare maggiore forza contrattuale alle formule organizzative degli agricoltori». Questa è la politica che piace agli agricoltori: si può essere d’accordo o meno con De Castro, si può discutere nel merito ogni proposta, ma almeno si parla di politica agricola e non, soltanto, di food, di web, di expo…

Perché, e lo vogliamo dire chiaramente al governo italiano mentre si attovaglia con i Grandi, il settore risicolo ha delle esigenze pressanti, quelle espresse dal gruppo di lavoro riso del Copa-Cogeca nel documento che alleghiamo e che sono state discusse a Bruxelles nelle scorse settimane: una revisione del sistema dell’intervento e un sostegno allo stoccaggio, un fondo per la gestione del rischio, seri controlli doganali e l’inserimento del riso tra i prodotti sensibili, cambiare politica sugli agrofarmaci, abbandonando la linea “terroristica” che toglie competitività all’agricoltura senza produrre benefici sostanziali alla collettività e mantenere gli aiuti attuali. Il Ministro Martina si legga questo documento e lo porti con sé durante i lavori del G7. Sarà un vademecum utilissimo. (SCARICA IL DOCUMENTO DEL COPA COGECA)

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