QUEL PALAZZO HA FATTO STORIA

L'Ente Risi ha deciso di ristrutturare palazzo Orelli, cuore dell'agricoltura e della città di Novara

Nel giorno di Natale mettiamo da parte problemi e polemiche e parliamo di una nascita, o per meglio dire di una rinascita, quella di palazzo Orelli a Novara. Non lo conoscete? Sicuramente lo conoscete, perché il lunedì mattina non si può mancare: la settimana, per il mondo agricolo novarese (e non solo), comincia qui, sotto questi porticati, davanti ai battenti della Borsa Merci. Sono gli spazi di palazzo Orelli, un nome che per il settore risicolo vuol dire incontro, confronto, amicizia e anche qualche rivalità. Qui è passata la storia della città e anche un pezzettino di storia d’Italia: qui è nato l’Ente Risi, grazie all’intuizione del senatore Aldo Rossini, nel 1931;  qui sono arrivati alcuni cannoneggiamenti della battaglia di Novara, la «fatal Novara», durante la seconda guerra di Indipendenza. Qui, quando era sede del Tribunale, nel lontano ottobre 1946 si tenne uno dei processi di appello più seguiti dell’epoca: quello ad Ettore Grande, accusato di aver ucciso con alcuni colpi di pistola la moglie Vincenzina Virando. Anche allora la città si divise tra innocentisti e colpevolisti, a favore o contro quel diplomatico di rango il cui matrimonio con la figlia di un gioielliere del torinese era durato soltanto un anno. Fu assolto per insufficienza di prove, ma volle andare in Cassazione: ad ogni tornata, la povera Vincenzina fu riesumata. In totale, diciannove volte. Qualche passo della Costituzione forse fu redatto proprio qui, ossia negli uffici della presidenza di Confagricoltura, dove sedette anche Oscar Luigi Scalfaro durante i suoi anni novaresi. Insomma, un palazzo storico che rivivrà.

«Sono entrato per la prima volta in quel palazzo nel 1982 – racconta l’agricoltore trecatese Paolo Ariatta – come consigliere del consorzio agrario. In quegli anni vendevamo anche cento trattori l’anno, il Consorzio, che aveva sede proprio in questo edificio, allora era una potenza e questo luogo è stato ed è ancora il centro delle trattative agricole della nostra provincia. A Novara il settore primario resta una delle attività più vivaci e dinamiche, nonostante la crisi».  Ora palazzo Orelli sarà parzialmente ristrutturato a cura dell’Ente Risi, proprietario di una porzione significativa dell’immobile che guarda su piazza Martiri, e che prende il nome dal suo progettista, l’ingegner Luigi Orelli, che lo ideò per conto del Comune nel 1816. Il complesso, che occupa un intero isolato, doveva sostituire il cortile del Broletto, dove fino ad allora si era svolto il mercato. Lo spazio però era diventato troppo angusto per poter custodire le merci, e c’era bisogno di un nuovo luogo di contrattazioni. Si scelse un appezzamento poco lontano, ma ci vollero ancora alcuni decenni prima che si arrivasse alla forma attuale, che assunse soltanto nel 1842. Ora vi sono ospitati, oltre alla borsa merci, diverse associazioni di categoria ed alcuni esercizi commerciali.

Palazzo Orelli è un’isola del mondo agricolo immersa nella realtà urbana novarese: di fronte, troviamo il teatro Coccia, a lato la Prefettura, dall’altro lato la sede della Curia e un po’ più in là il Castello. Questo è infatti il cuore di questo territorio: «Per effettaure qualsiasi tipo di scambio – ricorda Ariatta – inoltre occorre passare tramite gli uffici dell’Ente Risi; qualsiasi agricoltore, e i risicoltori soprattutti, lo conoscono a menadito, come le loro tasche». L’Ente è infatti proprietario di una porzione importante dell’immobile, che consiste di tre piani fuori terra più un sottotetto e da due piani sotterranei, dove si trova anche l’auditorium. Ora l’istituzione presieduta da Paolo Carrà investirà oltre un milione di euro per adeguare alle nuove normative una serie di uffici al terzo piano: ne usciranno cinque unità, quattro delle quali verranno poi messe sul mercato in affitto. Un quinto ufficio sarà utilizzato come sede della sezione novarese dell’Ente Risi che oggi occupa una zona al secondo piano. Verranno ristrutturati in totale milletrecento metri quadri, nella manica laterale che si affaccia su via Ravizza, parte della facciata principale che guarda su piazza Martiri della libertà e un’altra parte, prospiciente corso Italia. Saranno coinvolti anche locali già ora in parte concessi in locazione. Gli attuali inquilini, quindi, dovranno essere spostati in funzione dei tempi di esecuzione. «Per coordinare al meglio i tempi di intervento sulle varie zone del terzo piano – spiega il piano di recupero dell’Ente Risi – si è ritenuto opportuno accorpare le opere in un unico lotto per scongiurare il rischio che intervengano contemporaneamente differenti esecutori con esigenze che potrebbero essere non conciliabili». La base d’asta è di un milione 200 mila euro: la somma è cospicua sia per l’estensione dell’area coinvolta, sia perché sono molti anni che non sono stati apportati ammodernamenti, ma la sfida è far rivivere un pezzo di Storia. Ed effettivamente con questo intervento il palazzo conferma la sua vocazione a luogo d’elezione e di confronto per il mondo agricolo novarese. E non solo. (Nella foto, Palazzo Orelli in una cartolina di inizio Novecento)
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Risicoltura
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